Bce, ancora stop o limiti a cedole banche fino a settembre 2021

di Valentina Cervelli Commenta

Ancora prudenza nella gestione delle cedole bancarie: è questa la raccomandazione della BCE agli istituti di credito, ai quali si richiede che la distribuzione di dividendi e il riacquisto di azioni proprie venga sospeso o comunque limitato fino al prossimo settembre.

Niente dividendi fino a settembre 2021

Nello specifico è stato richiesto alle banche di “non distribuire dividendi cash e non condurre buyback o di limitare simili distribuzioni” dato l’assestarsi dell’incertezza dell’impatto economico che la pandemia di coronavirus sta avendo e avrà in futuro sul sistema bancario.

Viene sottolineato all’interno della comunicazione della banca centrale europea, che coloro che vorranno comunque distribuire i dividendi ai soci, dovranno risultare redditizie e possedere delle traiettorie patrimoniali solide e dovranno entrare in contatto con il joint supervisory team al fine di “valutare se il livello di distribuzione previsto sia prudente“. E’ stato inoltre specificato che le banche non dovranno pagare acconti sul dividendo degli utili 2021.

In questo modo viene ampliata la precedente raccomandazione che intimava alle banche europee di non pagare i dividendi fino al primo gennaio 2021: una richiesta che puntava al rafforzamento dei propri mezzi per far si che le banche fossero in grado di assorbire le perdite e assicurare il flusso del credito a famiglie e imprese.

Bisogno di estrema prudenza

L’auspicio di tutti è che il prossimo anno risulti migliore di quello che sta finendo, e che si possa passare dalla peggiore recessione del secolo ad una ripresa non priva di rischi e ancora molto incerta. “Estrema prudenza” sono state le parole utilizzate dalla BCE.

E’ chiaro a tutti che il recupero economico post emergenza sarà più lento e lungo di quel che ci si aspettava nei mesi scorsi e questo dipende tanto dalla seconda ondata quanto dai diversi lockdown richiesti per affrontare la situazione nei diversi paesi. E proprio per questi motivi le banche rischiano di incontrare maggiori difficoltà, dal momento in cui le moratorie e le garanzie pubbliche pian piano smetteranno di esistere e questo porterà sicuramente ad un aumento dei crediti deteriorati: nello scenario peggiore si parla di fino a 1400 miliardi.

Come sottolineato dalla BCE le sofferenze richiederanno nuovi interventi nel bilancio pubblico, anche se l’uso dello strumento delle bad banks, gestite con criteri comuni europei, dovrebbe riuscire a tenere sotto controllo l’eccessiva negatività. Spiegano dalla BCE:

La nuova raccomandazione punta a salvaguardare la capacità delle banche di assorbire le perdite e di finanziare l’economia. Un approccio prudente rimane necessario, dato che l’impatto della pandemia sui bilanci delle banche non si è ancora manifestato in pieno [A partire da ottobre 2021], in assenza di sviluppi avversi la BCE vuole abrogare la raccomandazione e tornare a valutare il capitale delle banche e i piani di distribuzione sulla base dei risultati del normale ciclo di supervisione.

Altrettanto importante: Bruxelles ha sottolineato che fino a che non verrà raggiunto il picco del consumo di capitale, la Banca centrale Europea non chiederà alle banche di riempire i buffer patrimoniali.