Draghi investito della nuova carica elogia Trichet

di Laura Commenta

Passaggio di consegne alla BCE: a Trichet succede Mario Draghi e mentre parte degli italiani festeggia con orgoglio la nomina di un connazionale alla guida dell’organismo comunitario, Draghi non perde l’occasione per elogiare il presidente uscente. Secondo il nuovo governatore, Trichet ha dovuto affrontare il periodo più difficile dalla creazione della Bce e durante la crisi è stato il primo e il più veloce ad agire. Un Jean-Claude Trichet commosso ha consegnato nelle mani di Mario Draghi la campana di legno e ottone che segna l’ inizio delle riunioni del Governing Council: un gesto simbolico che segna il cambio di consegne.

Tutti noi, e io in particolare, abbiamo molti motivi per essere grati a Jean Claude – ha detto Draghi – nella sua vita professionale hanno convissuto diversi modi di essere, che si sono continuamente influenzati l’un l’altro, in una sorta di straordinaria ‘cross-fertilization. Di lui ho avuto la fortuna di apprezzare il funzionario, lo statista, il banchiere centrale, l’uomo di cultura. Apprezzabili le sue capacità in diverse circostanze critiche, come quelle attuali, quando è indispensabile tenere il polso fermo, sapendo che l’arte di governare richiede determinazione e pragmatismo, fermezza. Queste ultime, osserva, sono qualità che si possono trovare davvero solo negli uomini di cultura, a prescindere dal settore di attivita’ in cui sono impegnati. A questo proposito, Jean Claude è un esempio per tutti noi è stato e rimane un amico di grande valore.

La nuova nomina si apre con grandi sfide per Mario Draghi (ormai ex governatore di Bankitalia): il primo novembre (il giorno stesso della nomina ufficiale), sarà impegnato con il vertice dei capi di stato e di governo del G20 a Cannes, oltre a trovarsi sul tavolo una serie di problematiche da gestire, che vanno dalla crisi del debito all’emergenza banche. Dovrà poi recarsi a Cannes per partecipare al vertice dei capi di stato e di governo del G20. Dovrà poi decidere se proseguire o meno nell’acquisto di bond governativi di Italia e Spagna e di eventuali altri paesi in difficoltà.

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