Intesa svalutata da Credit Agricole

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Tempo di nuovi bilanci per Credit Agricole. Il colosso del credito francese è infatti alle prese con un nuovo rendiconto economico finanziario, nel quale compare un peso pari a 427 milioni di euro per la quota detenuta in Intesa Sanpaolo, con partecipazione ora sotto il 2 per cento. Tra gli altri pesi particolarmente ingenti, il costo delle esposizioni in Grecia, che ammonta a circa 370 milioni di euro. Facciamo il punto della situazione, e cerchiamo di capire perchè la banca francese abbia svalutato pesantemente quella italiana.

Credit Agricole ricorda di aver concluso il secondo trimestre del 2012 con un utile netto consolidato pari a 111 milioni di euro, in flessione del 67,4 per cento rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo dello scorso anno. A influire negativamente, come abbiamo anticipato, la quota detenuta in Intesa Sanpaolo, svalutata per 427 milioni di euro e portata in ribasso dal precedente 3,81 per cento all’attuale soglia, inferiore al 2 per cento. Viene inoltre registrato un costo complessivo per l’esposizione greca pari a 370 milioni di euro (qui la corsa agli sportelli in Grecia). Il primo semestre del gruppo si chiude così con un utile di 363 milioni di euro, in calo del 73 per cento su base annua.

Per quanto concerne il secondo trimestre, Credit Agricole rende noto di avere altresì risentito del costo del piano di adeguato per 16 milioni di euro, mentre avrebbe avuto un impatto positivo, per 140 milioni di euro, la rivalutazione del debito legato al proprio rischio di credito. L’utile netto normalizzato, ovvero escludendo tali elementi, risulta essere di 851 milioni di euro, “con una performance operativa soddisfacente nel contesto globale caratterizzato da un forte deterioramento dell’economia e dell’insieme delle istituzioni finanziarie”.

Per quanto riguarda infine le altre righe di conto economico riclassificato, gli utili operativi sono dati in calo dell’1,8 per cento nel trimestre a 3,3 miliardi di euro e dell’1,9 per ento nel semestre a 6,47 miliardi di euro. Il risultato operativo lordo è pari a 1,47 miliardi di euro nel trimestre con una flessione del 33 per cento. Il costo del rischio è pari a 1,16 miliardi di euro nel trimestre contro 1,12 miliardi di euro un anno prima. L’importo dei crediti deteriorati è infine pari a 23,8 miliardi di euro e rappresenta il 4,6 per cento degli impieghi lordi verso la clientela.

 

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