Piazza Affari chiusura -2,2% dopo dimissioni Monti

di ND82 Commenta

Le borse europee hanno chiuso ieri quasi tutte sopra la parità, ad eccezione di Milano e Madrid. In territorio positivo gli indici di Wall Street. Piazza Affari si è conquistata la maglia nera in Europa, contagiando anche Madrid che ha chiuso con un calo di poco superiore al mezzo punto percentuale. L’indice azionario FTSE MIB ha chiuso la seduta con un ribasso del 2,2% a 15.354 punti, ma nell’intraday le perdite avevano toccato quasi i quattro punti percentuali. Pesano molto le dimissioni del premier Mario Monti.

L’incertezza sullo scenario politico italiano, che ormai si prepara alle elezioni per fine febbraio – inizio marzo 2013, ha contribuito anche all’ascesa dello spread Btp-Bund, che ha superato quota 360 nell’intraday e che alla fine ha chiuso poco sopra 350 punti. L’indice azionario FTSE MIB è sceso fino a 15.104 punti, sui livelli più bassi degli ultimi venti giorni. L’indice è stato trascinato al ribasso dai titoli bancari, spesso sospesi per eccesso di ribasso durante la seduta di ieri.

Unicredit ha chiuso con un calo del 5,15%, Intesa SanPaolo con la stessa identica performance. Il titolo bancario peggiore è stato Banca Mps, che ha chiuso con una flessione del 5,85% a 0,1932 euro, toccando il minimo più basso da quasi 4 mesi a 0,1892 euro. In generale, tra i titoli finanziari, la palma di worst performer va assegnata a Mediolanum, che ha chiuso con un calo del 5,98% a 3,43 euro. Fuori dal coro c’è invece STMicroelectronics, che ha guadagnato il 4,23% a 5,205 euro dopo l’annuncio del nuovo piano industriale. Stm ha annunciato di essere pronta a uscire dalla joint-venture St-Ericsson.

Oltre alla borsa c’è grande preoccupazione per l’andamento dello spread, mentre si avvicinano due aste di Bot e Btp da 10 miliardi di euro in programma tra domani e giovedì. Secondo Morgan Stanley, nelle due settimane prima e dopo la caduta di un governo in Italia l’aumento cumulato dei tassi a breve è di circa 24 bp mentre per l’azionario il calo è vicino al 5%. La banca americana si aspetta grande nervosismo degli investitori in scia allo scenario di incertezza politica.

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