Rcs uscita Perricone

di robertor Commenta

La recente assemblea societaria di Rcs ha ratificato la nomina di Pietro Scott Jovane in qualità di nuovo amministratore delegato al posto dell’uscente Antonello Perricone, che potrà comunque consolarsi con un compenso da 3,4 milioni di euro a parziale titolo di “trattamento convenzionale”. Il manager che ha gestito la società dal 2006 all’estate del 2012, e che ha condotto lo shopping spagnolo del gruppo, ha infatti ricevuto 3,1 milioni di euro come trattamento extra, e poco più di 300 milioni di euro a titolo di trattamento di fine mandato.

Al di là di quanto sopra, l’assemblea di Rcs ha riservato ben poche sorprese, visto e considerato che sarà quella straordinaria dover assumere le decisioni in merito a come risolvere lo stato di sotto patrimonializzazione della società, come sancito dall’articolo 2446 del Codice Civile.

La proposta del consiglio di amministrazione è quella di rinviare l’adozione dei necessari provvedimenti “a data da proporsi dal cda in connessione all’approvazione del piano”. Il che, in altri termini, potrebbe significare che i soci – consapevoli che la società ha necessità di nuova linfa – prenderanno altro tempo per studiare come muoversi sul mercato. “Siamo pronti a ricapitalizzare l’azienda” – ha comunque rassicurato Diego Della Valle – “l’aumento di capitale (qui il nostro approfondimento di settembre sui continui rinvii) è necessario e se quello dell’ad sarà un buon piano, noi siamo prontissimi a fare la nostra parte”.

Per quanto concerne il resto, nessuna innovazione sul fronte dell’azionariato, con i soci storici del patto che rimangono fermi al 58,1 per cento del capitale. Della Valle, recentemente uscito dallo stesso patto, è invece fermo all’8,7 per cento. Posizione stabile anche per Giuseppe Rotelli (titolare del 13 per cento oltre il 3,6 per cento detenuto dal Banco Popolare) e per Proto (2,84 per cento), che si è presentato con il suo patto parasociale dove sono state conferite oltre 20,8 milioni di azioni “che risultano intestato a quattro investitori, tutti proprietari in conto proprio”.

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