Telecom vende Virgilio a Libero

di robertor Commenta

Telecom Italia ha venduto Virgilio a Libero. Una scelta che porta alla creazione del più grande operatore italiano del web, e a Telecom Italia 88 milioni di euro, utili per ridurre parte dei propri debiti. Cerchiamo di comprendere cosa vi sia dietro la dismissione di questo importante asset, che la compagnia media ha evidentemente ritenuto non più strategico, ma che nel 2011 era comunque riuscita a chiudere l’esercizio con un fatturato complessivo di 96 milioni di euro.

Ad esser più precisi, la vendita non ha riguardato esclusivamente Virgilio, ma l’intera società che controlla il servizio “storico” del web italiano, la Matrix. Il gruppo era stato fondato da Paolo Ainio e, nel 2011, acquistato da Seat Pagine Gialle. Quindi, l’approdo nelle mani del finanziere egiziano Naguib Sawiris, ex patron di Wind, socio del gruppo ora controllo dai russi di Vimpelcom, e in dirittura d’arrivo per ricondurre Virgilio e la Matrix all’interno del proprio portale Libero.it.

All’interno dell’operazione, pertanto, finisce anche il servizio di informazioni telefoniche 1254, anch’esso di titolarità di Matrix e, con il resto degli asset, in vista di esser perfezionato all’interno di Libero entro la fine del novembre 2011.

Stando a quanto affermato dalla stessa Libero, con l’acquisizione di Matrix verrà generato il primo operatore italiano del mercato internet, con una nuova realtà che “rappresenta la più importante internet property italiana, con oltre il 60% di market reach, corrispondente a 18 milioni di visitatori unici mensili, oltre 3,5 miliardi di pagine viste mese e 14 milioni di email account attivi”. Numeri importanti, che pongono Libero un po’ meno distante dall’indiscusso leader di settore Google.

E per Telecom? L’operazione è senza dubbio positiva, visto e considerato che permette di porre un ulteriore tassello nel mosaico della riduzione dei debiti di 2,5 miliardi di euro. La società guidata da Bernabè alla fine del mese di giugno aveva oltre 30 miliardi di euro di passività, e il target è arrivare a 27,5 miliardi entro fine anno. Matrix costituisce, in merito, solo un piccolo passo: i multiplex digitali del gruppo e la vendita di La7 dovrebbero consentire l’ottenimento di nuovi introiti utili.

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