Goldman Sachs aumenta dividendo per la prima volta dal 2006

A Wall Street è stata ripetutamente criticata per le sue pratiche poco etiche adottate nei confronti della clientela, ma ieri si è presa una piccola rivincita. Nonostante il bilancio sia apparso in calo, Goldman Sachs – la più discussa tra le banche d’affari a stelle e strisce – ha battuto le attese degli analisti e dimostrato che il settore bancario americano è in crescita e in condizioni nettamente migliori rispetto alle rivali europee. In linea generale, Goldman Sachs non ha comunque brillato nei conti visto che l’utile netto è sceso del 23% a 2,11 miliardi di dollari.

Nel primo trimestre del 2012 l’utile per azione si attesta così a 3.92$, molto meglio di quanto preventivato dagli analisti che si aspettavano un Eps a 3.55$. Battute le stime di consensus per oltre il 10%. Le entrate, però, sono scivolate del 16% a 9,95 miliardi di dollari, anche se superiori alle previsioni del mercato ferme a 9,48 miliardi.

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La grande novità arriva dall’aumento del dividendo trimestrale del 31% a 0.46$ per azione (non accadeva dal 1996), dopo che la FED aveva dato il via libera per la distribuzione della cedola dopo gli stress test che la banca aveva superato.

I migliori risultati per Goldman Sachs sono arrivati dalla consulenza e dal trading azionario per i clienti. Le entrate da trading su reddito fisso sono scese, invece, del 20% ma sono raddoppiate dal quarto trimestre del 2011. In calo anche il ramo investment banking del 9,1%, ma sui tre mesi precedenti il risultato è positivo del 35%. Secondo il Ceo della banca d’affari, Lloyd Blankfein, Goldman Sachs ha “spazio di manovra per crescere con il miglioramento dei mercati e dell’economia”.

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Intanto, sono stati tagliati del 16% a 4,4 miliardi le risorse destinate ai compensi nel trimestre. I compensi ai top manager restano sotto tiro nel settore finanziario americano, visto che anche il board di Citigroup si è espresso negativamente sui piani di remunerazione dei principali dirigenti, compreso il compenso da 15 milioni di dollari del chief executive Vikram Pandit.

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