Ipo Facebook inferiore alle stime di Wall Street

di Redazione Commenta

Cresce sempre di più l’attesa per la quotazione di Facebook in borsa. Il social network lanciato nel 2004 da Mark Zuckerberg (allora poco più che ventenne) e altri compagni di college, inizialmente progettato solo per gli studenti dell’Università di Harvard, continua nel suo percorso di avvicinamento al gotha della finanza mondiale. Lo scorso primo febbraio ha iniziato a presentare i documenti alla SEC per la quotazione al Nasdaq (simbolo: FB). L’Ipo dovrebbe avere inizio il 18 maggio prossimo, mentre lunedì prenderà il via il roadshow di presentazione agli investitori mondiali.

Ieri in tarda serata Facebook ha comunicato che il prezzo d’offerta del suo collocamento sarà compreso nella forchetta tra 28 e 35 dollari per azione. Ciò vuol dire che il social network più famoso al mondo potrà raggiungere un valore dell’Ipo pari a 11,8 miliardi di dollari, valutando l’intera società tra 85 e 96 miliardi di dollari. Il dato è inferiore alle stime di Wall Street. Gli analisti finanziari si aspettavano la possibilità di raggiungere una capitalizzazione massima di 100 miliardi di dollari.

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Mark Zuckerberg, fondatore e numero uno della società, venderà 30,2 milioni di azioni che porteranno nelle sue casse circa un miliardo di dollari. Il dato sull’Ipo inferiore alle stime degli analisti rende più calda l’offerta pubblica iniziale, per cui ora si attende la reazione degli investitori già con l’inizio del roadshow a cui parteciperà Zuckerberg in prima persona.

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In attesa dell’Ipo più attesa degli ultimi anni (o forse di sempre), ieri è stata la volta del collocamento del gruppo di private equity Carlyle. L’esordio è stato piuttosto modesto ad un prezzo di offerta di 22 dollari, inferiore rispetto alle attese tra 23 e 25 dollari. Il titolo ha chiuso in lieve rialzo, senza mai catturare appieno l’attenzione degli investitori.

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