Mario Draghi e la crisi dell’Euro

di Francesco Giocondo Commenta

Da quando la crisi dell’Euro ha investito i mercati finanziari molti investitori (tra cui anche nomi illustri come quello di Soros) hanno sempre sostenuto che l’Euro aveva tutte le carte in regola per evitare un crollo strutturale e che quindi la BCE avrebbe potuto non solo arginare le perdite ma anche rilanciare la crescita.

I differenziali tra titoli di Stato Europei e titoli di Stato tedeschi sottolinea come l’Unione Europea è paradossalmente divisa; la distanza interna tra i Paesi viene confermata dall’andamento delle aste, che vedono una domanda sempre sostenuta per la Germania e più complessa invece per i Paesi come Italia e Spagna. Anche se l’operato di Mario Draghi è stato elogiato ed in diverse occasioni il Presidente è riuscito a stupire i mercati, fino ad ora non sono state prese misure radicali contro la crisi dei debiti sovrani e l’istituto centrale non è mai andato oltre il riacquisto dei titoli.

Secondo i mercati è arrivato il momento di agire e la BCE conferma, ancora una volta, l’intenzione di fare tutto quello che è in suo potere per salvare l’Euro. I cambiamenti arrivati con la crisi dei debiti sovrani ha però cambiato il sistema; Goldman Sachs fa’ notare come le banche italiane e spagnole fissino i tassi alla clientela in base agli spread e non più in base alle politiche monetarie. In un clima di cambiamenti così grande sembra però difficile che la BCE riuscirà a cambiare il corso degli eventi senza aggiornare la propria posizione.

A preoccupare i più scettici c’è inoltre un fattore strutturale dell’area Euro; la mancanza di un’istituzione centrale presente che riesca a sovraintendere gli Stati membri potrebbe essere la causa primaria delle differenze interne, che ora sono diventate più marcate e rischiano di consolidarsi nel lungo termine.

Tra i provvedimenti al vaglio della BCE c’è l’ipotesi di un tetto massimo sui rendimenti dei bond Italiani e Spagnoli, anche se l’ipotesi sarebbe comunque una forzatura del sistema che al pari del riacquisto dei titoli potrebbe solo rimandare le conseguenze della crisi.

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