Italia propone scudo anti-spread

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Anche se cambiano le parole, sembra che il concetto proposto sia sempre lo stesso e forse è proprio questo il motivo per cui l’Euro non è ancora uscito dalla crisi; da quando il Vecchio Continente ha cominciato a mostrare le sue debolezze la BCE si è limitata ad acquistare titoli di Stato a sostegno dei Paesi in difficoltà, rimandando di settimane e di mesi l’inevitabile destino (vedi Grecia e Spagna). Ora a distanza di diversi mesi dalle fallimentari misure prese in precedenza il Governo Italiano torna davanti ai vertici dell’Eurozona proponendo la stessa identica ricetta. Secondo il Bel Paese bisognerebbe usare il fondo salva-stati per creare uno scudo a difesa dei Paesi “virtuosi”, con un meccanismo ancora da valutare.

Questa proposta detta in altre parole altro non è che un intervento diretto sui titoli di Stato a spese del fondo salva-Stati; lo scudo anti-spread si riduce quindi ad un semplice riacquisto dei titoli di Stato da parte delle istituzioni Europee che in pratica sosterrebbero se stesse auto-comprando i titoli dei Paesi membri. La ricetta è già conosciuta ed anche se buona parte degli investitori l’ha dimenticato, il riacquisto dei titoli con fondi Europei a sostegno dei differenziali non ha prodotto i risultati sperati.

Tra i punti in discussione nei prossimi giorni a Bruxelles, oltre a quello sulla proposta Italiana, figurano la crescita, la ripresa, la tobin tax e la sorveglianza delle banche. Tra i punti cardine del meeting però c’è sicuramente la discussione su una maggiore unione politica, che potrebbe essere la causa vera e propria della crisi attuale.

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Secondo Berlino per concludere la proposta Italiana verrà scartata, poichè “ci sono già strumenti raffinati”, anche se in sostanza tutto si riduce a fondi che verrebbero usati per il riacquisto dei titoli nella peggiore delle ipotesi.

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