Quali rischi per le borse mondiali dall’instabilità di Tokyo?

di ND82 Commenta

Doccia fredda per l’indice Nikkei della borsa nipponica, che nel giro di una settimana ha perso il 15% facendo salire sull’ottovolante i mercati finanziari mondiali. Nella seduta di ieri la borsa di Tokyo perde più del 5%, allontanandosi dai massimi più alti degli ultimi cinque anni e mezzo di 15.942 punti. Ora gli investitori temono un effetto boomerang sulle altre borse e un clamoroso flop dell’Abenomics, ovvero il programma di politica economica messo a punto dal premier Abe per rilanciare l’economia giapponese dopo un ventennio di stagnazione.

Secondo gli analisti finanziari il rischio bolle finanziarie sui mercati internazionali è reale, in quanto gli asset finanziari si sono gonfiati oltremodo dopo più di 4 anni di costanti iniezioni di liquidità delle banche centrali mondiali. Ora che la Fed potrebbe ritirare parzialmente il suo piano di quantitative easing, grazie al miglioramento dei fondamentali economici, le borse globali potrebbero iniziare una brusca correzione dopo un rally spettacolare che si protrae ormai da marzo 2009.

L’instabilità della borsa giapponese potrebbe favorire una fase di correzione prolungata sui mercati, visto che Wall Street è appena sotto i massimi storici e molte borse europee sono su livelli record (Francoforte) o quasi (Parigi e Londra). Negli ultimi giorni si è già assistito a uno spostamento di asset class, con maggiori acquisti su oro e valute rifugio (yen e franco svizzero) e vendite su bond periferici europei. C’è poi il paventato rischio bolla sia sull’azionario che sui bond, in particolare sui titoli di stato. D’altronde le quotazioni hanno raggiunto livelli record e una correzione ciclica sarebbe anche auspicabile.

I maggiori dubbi riguardano, però, l’Abenomics. Gli esperti non sono del tutto convinti che il piano di maxi-stimolo monetario da 700 miliardi di dollari all’anno per due anni sia in grado di far raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2% nel giro di un paio d’anni stabilito dalla Bank of Japan. Accanto al vantaggio di stimolare l’economia, c’è anche il rischio di creare bolle sui mercati con la possibilità di continui shock e perdita di fiducia degli investitori.