Target Nokia tagliato da Nomura

Il broker giapponese Nomura ha deciso di abbassare il target price del colosso finlandese dei telefonini Nokia. Gli esperti della casa d’affari nipponica hanno deciso di tagliare il prezzo obiettivo a 2 euro da 3,2 euro per azione. Le forbici di Nomura su Nokia hanno praticamente tagliato del 60% il potenziale upside per il titolo, che continua a soffrire molto alla borsa di Helsinki. La quotazione di Nokia è attualmente sotto i 2 euro per azione e venerdì la chiusura del titolo alla borsa finalandese era stata negativa dell’1,33% con chiusura a 1,933 euro.

Considerando i valori di chiusura di venerdì, da inizio anno il titolo Nokia perde più del 96% alla borsa di Helsinki. Lo scorso 15 giugno ha toccato il minimo più basso di sempre a 1,794 euro. Al Nyse di New York le azioni del colosso finlandese perdono quasi il 120% da inizio anno (quotazioni espresse in dollari americani). Qualche giorno fa l’agenzia di rating Moody’s aveva tagliato il giudizio sul merito di credito di Nokia al livello Ba1 da Baa3. Ciò vuol dire che, dopo Fitch e S&P, anche Moody’s valuta Nokia con un rating “junk” (spazzatura).

TITOLO NOKIA AI MINIMI DAL 1996 DOPO TAGLIO 10MILA DIPENDENTI

La società è impegnata con un difficile piano di ristrutturazione, che dovrebbe portare a 10mila licenziamenti entro il 2013. Nel frattempo Nokia cerca di far cassa e per battere la crisi prova a uscire dal settore dei luxory phone. Infatti, la società ha venduto ufficialmente Vertu, società sussidiaria di Nokia attiva nella produzione dei telefoni di lusso. Nokia ha ceduto Vertu al fondo di private equity svedese EqtVI.

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Nokia manterrà comunque una quota di minoranza del 10% e dall’operazione dovrebbe ricavare circa 200 milioni di euro 8anche se i dettagli ufficiali del deal non sono stati comunicati dalle parti interessate). Nokia continua nella cura dimagrante, che dovrà portare all’uscita da tutte quelle attività estranee al core business. Ad aprile scorso, il colosso guidato dall’ad Stephen Elop aveva annunciato una perdita record di 929 milioni di euro, da sommare al passivo di oltre un miliardo di euro totalizzato nel quarto trimestre del 2011.

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