Titolo Nokia ai minimi dal 1996 dopo taglio 10mila dipendenti

Stephen Elop, ceo di Nokia, le sta provando tutte per rilanciare il colosso finlandese attivo nel settore dei telefonini e ormai in declino da qualche anno. Ieri alla borsa di Helsinki il titolo Nokia è precipitato del 17,69% a 1,829 euro sui minimi più bassi dal 1996. La capitalizzazione del gruppo finlandese è scesa sotto i 10 miliardi di euro, ma nel 2000 era addirittura a 300 miliardi. Da inizio anno il titolo Nokia ha perso il 107% del suo valore alla borsa di Helsinki.

Il crollo di ieri è da imputare all’annuncio di 10.000 licenziamenti, oltre alla dismissione di centri di ricerca, fabbriche e alla revisione al ribasso del giro d’affari per la seconda volta in un anno. Il ceo Stephen Elop, alla guida del gruppo dal 2010 dopo una lunga carriera in Microsoft, ha dichiarato che la situazione è più difficile di quanto preventivato inizialmente per cui sono richiesti “cambiamenti ancor più profondi del previsto”. Dal quartier generale di Espoo è arrivato l’annuncio della chiusura degli impianti di produzione in Finlandia, Germania e Canada.

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Dal lato del management hanno lasciato la società tre manager con ruoli molto importanti come Niklas Savander (responsabile per i mercati), Mary McDowell (responsabile delle divisioni telefoni cellulari e servizi finanziari) e Jerri De Vard (capo del marketing). In base alle dichiarazioni dei tre dirigenti uscenti, la scelta è dettata dalla volontà di “perseguire nuovi obiettivi professionali” ma in realtà si parla di un vero e proprio licenziamento in tronco.

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Gli analisti finanziari sono molto pessimisti sul futuro della società. Secondo Alexander Peterc di Exane Bnp Paribas, Nokia potrebbe essere costretta a chiudere i battenti in meno di due anni. Il ceo Elop sta provando a tagliare i costi e continuerà sulla strada dei licenziamenti: sono previsti 10mila tagli entro il 2013 per un totale di 53mila unità. Alla fine della “cura dimagrante”, Nokia punterà su due precise aree di business: telefoni a basso costo (ma anche a bassa redditività) e smartphone (linea Lumia).

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