Coronavirus, come sono cambiate le abitudini di spesa

di Valentina Cervelli Commenta

Come sono cambiate le abitudini di spesa durante il lockdown imposto dal Coronavirus in Italia? Come si sono evolute le necessità dei cittadini italiani nel corso di questo periodo oltre a un forte aumento della compravendita di farine e lievito di birra? In tal senso ci ha pensato Revolut, l’app finanziaria con oltre 10 milioni di utenti in Italia ed Europa a tentare di dare una risposta.

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Giochi tra le spese più eseguite

Il gruppo ha infatti analizzato quelle che sono state le abitudini di spesa di un campione di oltre 400 mila utenti italiani dagli inizi di marzo a quelli di aprile e ha presentato un quadro della situazione abbastanza chiaro. Per ovviare a quelle che sono state le criticità dettate dall’isolamento, sia per grandi che per piccini, la popolazione dove possibile ha deciso d’investire sul settore dell’entertrainment e dell’ecommerce soprattutto. Cosa significa questo? In particolare è cresciuto l’acquisto di console, di abbonamenti a piattaforme di gioco cresciute in percentuali che vanno, per fare un esempio, da un + 88% della Nintendo fino al +270’% della Steam Games passando per il +188% della Playstation.

Un aumento importante si è ottenuto anche per ciò che riguarda i servizi di streaming tradizionali come Netflix e Spotify. Sono aumentate inoltre le transazioni dei principali retailer online come Amazon, a prescindere dalle politiche instaurate dagli stessi sulla consegna privilegiata ai beni di prima necessità.

Spesa alimentare cresciuta e uscite diminuite

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I dati raccolti da Revolut hanno mostrato come ad aumentare sia stata la spesa alimentare degli italiani accompagnandosi a una diminuzione generale delle viste nei supermercati. Sebbene in alcune zone sembra che la popolazione debba ancora capire che è consigliato evitare di andare a fare la spesa tutti i giorni, il campione preso ad esempio dal gruppo mostra come vi sia stato un calo delle transazioni pari al 48 % ma come contestualmente sia aumentata la quantità dei beni acquistati con un incremento di circa il 21% della spesa relativa.

Per ciò che riguarda la ristorazione il calo delle transazioni è stato del 90% bilanciato in minima parte dai servizi di delivery e da quelle attività commerciali che hanno deciso di offrire la consegna a domicilio dei pasti. Da marzo ad aprile sono ovviamene calate tutte le spese relative ai trasporti: a partire da Flixbus che fa registrare un meno -93%, a Uber con il suo -66%. Calano anche i pagamenti fisici con carta ma aumentano gli acquisti sugli ecommerce: i quali consentono di pagare con carta ed evitare possibili contaminazioni da Coronavirus.