Coronavirus, quali conseguenze per l’economia italiana?

di Valentina Cervelli Commenta

Quali sono e saranno le conseguenze del Coronavirus per l’economia italiana? Si è sempre detto che fosse troppo presto per trarre dei bilanci, ma con il crescere dei contagi, in una delle zone più industrializzate del paese, è giusto porsi delle domande e darsi delle risposte.

L’impatto del Coronavirus su una crescita già “malata”

L’epidemia di Coronavirus in atto in Cina ha già apportato delle conseguenze sull’economia mondiale già nelle scorse settimane a tal punto di costringere le diverse agenzie di rating a rivedere i dati di crescita economica mondiale e del nostro paese,  il quale aveva già iniziato a soffrire di un calo sensibile delle prenotazioni in alberghi e ristoranti. Ora che vi sono alcuni focolai attivi in Italia cosa ci si deve aspettare? Quali saranno le conseguenze per la nostra economia?

È basilare, come spiegano gli economisti in tutto il mondo, che l’emergenza da Coronavirus si risolva in qualche settimana: è infatti la variabile temporale a pesare di più sui bilanci e sulle attività, a partire dal mercato azionario fino ad arrivare alle semplici attività commerciali. L’Italia già presenta un rapporto deficit/pil molto alto, una crescita fortemente rallentata e una mancanza ormai radicata di quelle riforme strutturali che la aiuterebbero a risalire una china discesa molto tempo fa. Il Coronavirus e i problemi a esso legati si aggiungono quindi a un quadro di per sé già “compromesso”.

Cosa ci si deve aspettare per il futuro

Al calo del turismo, già presente da diverse settimane, si devono aggiungere quelli che saranno i decrementi della produzione generale derivati dalla necessità di contenere i contagi ed evitare che i focolai si espandano. Soprattutto nelle zone rosse e quelle più a rischio l’approccio smart che molte aziende stanno applicando potrebbe aiutare a ridurre le conseguenze economiche non solo per le attività ma anche per l’Italia stessa: dove possibile è stato incentivato il telelavoro e in quei casi dove è necessaria la presenza del lavoratore sono state messe in atto le precauzioni indicate dal Sistema Sanitario Nazionale, favorendo l’uso di Amuchina e altri disinfettanti e fornendo mascherine.

Al momento le limitazioni maggiori si incontrano in quello che è il settore dell’intrattenimento e delle attività del terziario: i bar a esempio, dovranno chiudere oltre le 18 per evitare un’eccessiva promiscuità, i pub e le discoteche rimarranno chiusi e molte attività ricreative fiore all’occhiello del turismo italiano sono state annullate. Un vero bilancio sarà possibile solo con il progredire delle settimane, quando il rallentamento del reddito e delle attività sarà effettivamente percepibile, anche in virtù dell’analisi delle conseguenze internazionali che impatteranno sul paese.