Ubi Banca, soci storici contrari a offerta Intesa Sanpaolo

di Valentina Cervelli Commenta

Non è piaciuta ai soci storici di Ubi Banca l’offerta di acquisizione di Intesa Sanpaolo: così come presentata non può non apparire ostile e quindi non adatta a un accoglimento positivo. E’ questa la posizione del patto di consultazione a cui aderisce il 17,8% del capitale di Ubi.

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Soci anziani Ubi Banca contrari

Un pensiero condiviso attraverso un comunicato dove si sottolinea come “l’ops di Intesa-Unipol, come prospettata, appare ostile, non concordata, non coerente coi valori impliciti di Ubi e dunque inaccettabile“. Una reazione questa che era da aspettarsi da parte dell’istituto bergamasco che proprio in questo momento è impegnato nel far partire il piano industriale volto al suo consolidamento. Troppo ottimismo da parte della banca di Carlo Passera? Non è detto anche perché in questo caso il no secco arriva da una parte dei possidenti del capitale della banca: quel che è certo è che questa prima risposta non fermerà una potenziale conveniente operazione come quella desiderata da Intesa.

La collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Unipol per poter acquisire Ubi ha delle potenzialità enormi sia dal punto di vista delle sinergie che da quello del puro guadagno economico per il gruppo che ne uscirebbe.  Il cda di Ubi Banca è stato molto freddo messo davanti all’offerta e Victor Massiah non ha avuto peli sulla lingua nel sostenere in una lettera che la proposta di acquisizione “dovrà passare attraverso un complesso, e per nulla scontato, iter di approvazione” ancor prima dello stop dei grandi soci.

Perché un no così netto a Intesa Sanpaolo

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Una delle risposte a una così netta reazione negativa può essere trovata in ciò che accadrebbe proprio ai soci del Car: il prezzo dell’ops in azioni, sebbene decisamente generoso dal punto di vista del premio, costringerebbe però molti soci a “diluirsi” nel nuovo gruppo bancario rispetto alla quota detenuta ora. Sarà basilare lunedì prossimo comprendere cosa vogliano fare i due patti di sindacato rimanenti, ovvero il Sindacato azionisti Ubi Banca a cui aderiscono i soci storici bresciani e il Patto dei Mille.

Non solo, a creare qualche perplessità è anche il fatto che la proposta Intesa-Unipol viene considerata “inadeguata” anche dal punto di vista dei valori “economico patrimoniali”. Ubi Banca è al momento impegnata nel consolidarsi e tutelarsi: l’offerta non consentirebbe, agli occhi di molti dei soci, di riuscire a farlo. Non bisogna poi dimenticare che l’ops lanciata non è un’offerta di fusione ma una vera e propria proposta di acquisizione e per quanto possa essere considerata “gentile” da chi la propone, in realtà è comunque un atto “aggressivo” e non concordato.