Economia, ristoratori categoria più in crisi

di Valentina Cervelli Commenta

Quella dei ristoratori, a un anno dall’inizio della pandemia, appare essere ancora la categoria più in crisi: quella per i quali i sostegni sembrano non bastare mai e quella senza dubbio che ha perso di più nel corso degli ultimi mesi. Come è realmente la situazione?

Aiuti stanziati non sufficienti per categorie

Quel che appare abbastanza certo è che il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, non sarà poi di così importante aiuto, dato che mancano dei consistenti contributi dedicati in modo specifico alla categoria in questione, cosa che ci si aspettava. E’ molto critica la situazione di palestre e piscine, ma anche per ciò che concerne i ristoranti e le attività collegate che lavorano da ottobre in modo saltuario e non completo a seconda di come si trasforma il colore delle regioni.

Entrando più nello specifico del Dl Sostegni, tutti i pubblici esercizi potranno richiedere i contributi a fondo perduto, anche se le associazioni di categoria sono tutte convinte che i fondi erogati non siano sufficienti e che siano troppo limitati in base alle perdite registrate dalle varie attività. A queste sono anche destinati una parte dei 200 milioni che per questo anno confluiranno in un fondo per il supporto di tutti quei business che sono stati colpiti dalla crisi legata alle restrizioni: tra loro figurano i centri commerciali e i ristoranti che si trovano nei centri storici ma anche tutte quelle che operano nel settore delle cerimonie. Tali fondi però saranno distribuiti attraverso un decreto del ministero dell’Economia che indicherà il comportamento da seguire per le Regioni e le province autonome.

Settore ristorazione si sente abbandonato

 

All’interno del decreto è stato anche stabilito un aumento di 250 milioni per il Fondo per il sostegno e lo sviluppo delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comparto per il quale la legge di Bilancio 2021 aveva stanziato 150 milioni. Il punto è che la distribuzione, oltre che l’importo degli aiuti sembrano lasciare non solo scoperti ma anche scontenti buona parte di coloro che ne avrebbero bisogno e che devono trovare una soluzione a questo periodo di crisi.

Il settore si sente quasi “abbandonato” perché non tutto il percorso di aiuto stabilito fino ad ora è apparso essere abbastanza travagliato; basti pesare al Fondo per la ristorazione di agosto dove i 600 milioni stanziati sono poi scesi a 450 milioni divisi s due anni dal decreto Ristori-quater. E a ciò che è stato comunicato il 10 marzo nel corso del question time alla Camera , che ha confermato che la cifra liquidata a oltre tre mesi dalla chiusura del bando alle oltre 12 mila domande accettate è decisamente lontana dai soldi complessivi teoricamente assegnati.  Come ha spiegato Matteo Musacci, vicepresidente di Fipe:

La misura di per sé non ha avuto grande successo, sia per la complessità della documentazione da produrre sia perché le richieste per ottenere il contributo sono state aperte tardi, quando ormai molti ristoranti erano chiusi. Ma la cosa più importante è che la maggior parte dei richiedenti non ha ancora ricevuto l’anticipo in un momento in cui la liquidità scarseggia.