Antitrust indaga su compagnie farmaceutiche

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L’Antitrust torna a indagare su alcune delle principali compagnie farmaceutiche internazionali. L’istituto ha infatti affermato di aver riaperto i fascicoli di riferimento, avviando un’istruttoria nei confronti di Roche e Novartis, le due compagnie svizzere in grado di presentare un fatturato complessivo e aggregato pari a 100 miliardi di euro. L’accusa è quella di aver messo in atto, sul mercato italiano, un’intesa restrittiva della concorrenza per farmaci a carico del servizio sanitario nazionale.

Secondo le ipotesi dell‘Antitrust, l’accordo potrebbe aver provocato un pregiudizio alle casse dello Stato pari a 400 milioni di euro e – nonostate le smentite e l’opposizione delle due società farmaceutiche – l‘Antitrust è decisa ad andare a vanti (vedi anche Antitrust su Terna).

“L’indagine del Garante della concorrenza e del mercato – avviata dopo le segnalazioni ricevute dalla società oftalmologica e dall’associazione di day surgery private – ruota intorno alle vicende di due farmaci: l’Avastin, commercializzato da Roche per usi antitumorali, e il Lucentis, commercializzato in Italia da Novartis e brevettato da Genentech, società del gruppo Roche che lo ha sviluppato con la Novartis per combattere la degenerazione maculare neovascolare legata all’età” – affermava il quotidiano Il Sole 24 Ore riassumendo quanto sta accadendo negli uffici Antitrust.

Il punto fondamentale della vicenda è che il primo farmaco avrebbe un costo 50 volte superiore del secondo, con un costo pari a 810 euro per il Lucentis e 15 euro per l‘Avastin (a singola applicazione). I due farmaci sarebbero altresì sovrapponibili – ricorda l’Antitrust – ma Roche non si sarebbe attivata per ottenere la registrazione dell’Avastin in ambito oftalmologico, lasciando così la strada aperta al Lucentis e, pertanto, dando di fatto realizzazione all’accordo nocivo della concorrenza (e delle casse dello Stato).

Ovviamente pronta la replica delle due società, che smentiscono qualsiasi accusa in materia, respingendo le ipotesi formulate dall’Antitrust. Vediamo, nel prosieguo delle settimane, quale sarà l’evoluzione di questo caso milionario (vedi anche Antitrust chiude istruttoria Eni).

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