La Fed pubblicherà le previsioni sul costo del denaro

di Simone Ricci 2

I dirigenti della Federal Reserve cominceranno a rendere pubbliche le previsioni del costo del denaro da qui a pochi giorni: si tratta dell’ultimo annuncio ufficiale della banca centrale americana, la quale è intenzionata a notificare gli interessi di riferimento come passo ulteriore verso una maggiore trasparenza, l’obiettivo primario che si è posto il presidente Ben Bernanke. La decisione è giunta direttamente dal Fomc (Federal Open Market Committee), con una incorporazione importante dei dati per una politica monetaria più appropriata possibile all’interno del Summary of Economic Projections.

Il debutto ufficiale di questa nuova disposizione avverrà i prossimi 24 e 25 gennaio, quando vi sarà appunto il meeting del comitato. Giusto un mese fa, tra l’altro, gli ufficiali della Fed avevano fatto sapere che le condizioni economiche sarebbero giunte a livelli eccezionalmente bassi per i fondi federali. Quando i dirigenti dell’istituto pubblicano le loro previsioni sul costo del denaro e il relativo tasso di interesse, si hanno di solito delle aspettative per quel che concerne un possibile rialzo; in realtà, gli ultimi valori non sono stati poi così altissimi, tanto che il range dovrebbe rimanere compreso tra 0 e 0,25 punti percentuali fino a tutto il 2013, mentre il 2014 potrebbe essere improntato a questo incremento. Se non altro bisogna riconoscere allo stesso Bernanke gli sforzi per ottenere politiche di questo tipo, anche perché il suo mandato, il quale dura ormai dal febbraio del 2006, è stato caratterizzato da ben due crisi economiche.

Bisogna anche ricordare le previsioni che attualmente il Fomc rende note quattro volte l’anno, mentre il predecessore Greenspan si limitava di solito soltanto a due. Con l’innovazione informativa gli investitori potranno conoscere in maniera più dettagliata l’andamento dell’economia e i flussi futuri: l’intenzione è quella di scegliere una cadenza trimestrale, così da accompagnare le altre stime sulla crescita, sul tasso di disoccupazione e sull’andamento dei prezzi al consumo.

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