La Fed propone nuove regole per le grandi società finanziarie

di Simone Ricci 2

La Federal Reserve ha proposto proprio nel corso della giornata di ieri di introdurre nuove regole per le società finanziarie di maggiori dimensioni: si tratta di una delle misure che la banca centrale americana sta selezionando per ridurre la minaccia di queste stesse compagnie nei confronti del sistema economico. In pratica, si andrebbero a corroborare le regole fissate dal Dodd-Franck Act del 2010, anche perché è forte l’intenzione di evitare il ripetersi della crisi di tre anni fa. Le proposte in questione sono precedute da una introduzione della Fed stessa, nella quale viene indicato come si vuole creare un insieme integrato di norme che sia in grado di ridimensionare la probabilità di fallimento sistemico delle società più importanti, oltre a minimizzare i danni prodotti al sistema.

In questo modo, gli assets coinvolti salirebbero a cinquanta miliardi di dollari, con applicazioni che riguarderanno anche il settore non bancario ovviamente. C’è però da sottolineare come non siano ancora stati precisati i settori di riferimento, ma si è pensato immediatamente agli assicuratori, agli asset manager e agli hedge fund, il cui impatto sistemico può essere considerato davvero significativo. A questo punto, ci sarà tempo fino al prossimo 31 marzo per sollecitare commenti alle proposte e regolarsi di conseguenza. Gli istituti di credito, invece, avranno un anno di tempo per applicare in modo definitivo le nuove regole.

Entrando maggiormente nel dettaglio, occorre specificare che dovrebbe essere ridotto il denaro cash da sfruttare per gestire la volatilità dei mercati finanziari, ma vi saranno provvedimenti anche in merito ai prestiti e alla già citata gestione dei rischi. Sarà poi compito della Fed condurre degli stress test ogni anno, in modo da comprendere il reale stato di salute di queste società. Infine, è previsto anche che quegli enti che detengono oltre cinquecento miliardi di dollari in assets potranno essere esposte soltanto al 10% a un’altra società di grandi dimensioni.

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