Partite Iva, ecco cosa cambia nel 2020

di Valentina Cervelli Commenta

Il 2020 sta portando importanti novità per le partite Iva: in particolare il cambiamento di alcune caratteristiche del regime forfettario di fiscalità agevolata. Le modifiche sono state introdotte dalla nuova Legge di bilancio.

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Regime forfettario nel 2020

La norma mantiene la flat tax al 15% per coloro che posseggono un fatturato che non supera i 65 mila euro annui ma con alcune precisazioni. Le novità sono introdotte dall’articolo 1 comma 692 e riguardano la reintroduzione di due importanti vincoli che ridurranno di quasi un quarto quelle che sono le partite iva che fanno parte del regime forfettario, portandole a circa 1,1 milioni.

La prima novità riguarda l’accesso al regime: per accedere alla fiscalità agevolata non devono essere maggiori di 20 mila euro lordi annui i compensi che vengono dati ai dipendenti o ai collaboratori, Si parla di lavoro accessorio, collaborazioni a progetto e lavoro subordinato senza escludere gli utili che provengono da partecipazione agli associati e alle stesse prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.  La seconda novità delle partite Iva a regime forfettario del 2020 è l’esclusione dallo stesso di quei contribuenti che nell’anno precedente abbiano percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 30 mila euro.

Cosa significa questo? Che da gennaio 2020 per entrare nel regime forfettario bisogna avere un fatturato che non superi ì 65 mila euro, spese per lavoro accessorio non più alte di 20 mila euro lordi.

Esclusi dal regime forfettario e fatturazione elettronica

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Per chi si trova in regime forfettario non vi è obbligo di fatturazione elettronica ma grazie all’articolo 88 della Legge di Bilancio, chi decide di fatturare solo in questo modo diventa parte di un sistema che premierà tale scelta: viene ridotto di un anno il termine di accertamento che passa a quattro anni. Se si è un esercente, va sottolineato, a prescindere dalla tipologia di regime (minimo o forfettario) è obbligatorio lo scontrino elettronico: l’invio dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate deve avvenire o attraverso un nuovo registratore telematico dedicato usufruendo del bonus governativo o adeguando dove possibile il proprio registratore.

Tornando al regime forfettario dal 2020 sono di fatto esclusi lavoratori dipendenti e pensionati, ma anche coloro che non risiedono in Italia a meno che non sia uno stato europeo o aderente allo Spazio economico europeo, fattore che permette un adeguato scambio di informazioni o che produca in Italia almeno il 75% del fatturato.

Le novità introdotte, sostengono diversi analisti, porteranno molti individui a non considerare come conveniente il lavoro autonomo.