Ue, no a trattamenti fiscali di favore a Apple, Starbucks e Fiat

di Sandro Argenti Commenta

La Commissione dell’Unione europea si è espressa in merito alle regole europee per l’imposizione societaria. Il  responsabile dell’Antitrust Ue, Joaquin Almunia, ha aperto tre inchieste sulle formule mostrate dalle autorità fiscali di Irlanda, Paesi Bassi e Lussemburgo, per i trattamenti offerti a tre multinazionali: Apple, Starbucks, Fiat Finance and Trade.

 

«In tempi di ristrettezza per i bilanci pubblici europei è importante che le multinazionali paghino la loro giusta parte di tasse», ha avvertito  Joaquin Almunia. E le norme sono chiare: «Le autorità nazionali non possono prendere misure che consentano ad alcune società di pagare meno tasse di quello che dovrebbero se fosse applicato loro un regime normale e non discriminatorio».

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Bruxelles pensa ad aiuti di stato, e così ha dato il via  all’indagine su sconti fiscali notevoli che le società in merito avrebbero ottenuto. Alla Starbucks sarebbe stato garantito «un vantaggio selettivo» in Olanda, mentre l’Apple sarebbe stata trattata «in modo discrezionale» in Irlanda. «Non abbiamo ricevuto trattamenti specifici – dice però il gruppo di Cupertino -. Siamo soggetti alle stesse leggi fiscali di molte aziende che operano in Irlanda». Non sono state diffuse informazioni aggiuntive sul dossier lussemburghese.

Joaquin Almunia dice di voler mettere in discussione solo i tre «Tax rulings», sistema che permette di avere un calcolo preventivo del costo fiscale dell’attività, specialmente per quel che riguarda le transazioni infragruppo. Spiega Joaquin Almunia: «Alcune multinazionali tentano di ridurre i profitti dichiarandoli nei paesi dove il fisco più vantaggioso, trasferendo gli incassi da una controllata all’altra all’interno dello stesso gruppo».