Rendimento CTZ scende sotto il 2% a fine novembre 2012

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha effettuato questa mattina una nuova emissione obbligazionaria, riguardante i Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ) e i Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione europea (BTP€i). L’asta del Tesoro italiano è andata a buon fine ed è stato collocato il controvalore massimo previsto per questa emissione. In mattinata anche la Spagna aveva emesso titoli di stato, ma con scadenza a 3 e 6 mesi, registrando un nuovo calo dei tassi. Anche l’asta odierna italiana ha sperimentato una discesa dei tassi.

La Banca d’Italia ha comunicato che sono stati piazzati 3,5 miliardi di euro di CTZ scadenza 30 settembre 2015. Si tratta della quinta tranche dei titoli con decorrenza 28 settembre 2012. Il Tesoro aveva stimato un collocamento tra la forchetta compresa tra 2,5 miliardi e 3,5 miliardi di euro. Il codice ISIN di questi titoli è IT0004853807. Il rendimento lordo dei CTZ è sceso all’1,923% dal 2,397% dell’asta precedente. Si tratta del rendimento più basso evidenziato negli ultimi due anni. La domanda per i CTZ biennali è stata buona. Infatti, il rapporto di copertura si è attestato a 1,501.

Il Tesoro ha collocato anche la trentesima tranche dei BTP€i scadenza 15 settembre 2019, cedola annua lorda del 2,35%, e la sesta tranche dei BTP€i scadenza 15 settembre 2026, cedola annua lorda del 3,1%. Complessivamente sono stati collocati BTP€i per un miliardo di euro, ovvero il massimo della forchetta previstra tra 0,5 miliardi e un miliardo di euro. I titoli con scadenza 2019 hanno visto il rendimento scendere al 2,53%, mentre i titoli scadenza 2026 al 3,49%.

Dopo la diffusione dei risultati dell’asta dei CTZ e dei BTP€i, lo spread Btp-Bund quota a 334 punti base per un rendimento del titolo di stato decennale italiano al 4,78%. Intanto, l’Ocse ha diffuso un report sull’economia dei paesi della zona euro, affermando di attendersi per l’Italia una recessione più dura di quanto previsto dal governo a -1% nel 2013. Ieri Goldman Sachs aveva, invece, pronosticato un rimbalzo dell’economia italiana nel prossimo anno.

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