Terna archivia il 2011 e conferma politica dividendi

Vira al ribasso il FTSE-Mib nella seconda giornata della penultima settimana di Marzo 2012; la pressione e le tensioni si scaricano sui book sotto forma di vendite (e prese di profitto) visto il livello chiave raggiunto (17000 punti). Il rally del mercato Europeo culmina in un top relativo importante per tutte le Piazze Europee e segna quello che potrebbe essere l’inizio di una fase toro di lungo periodo, anche se è ancora presto per dirlo.

Anche se la giornata è negativa nel complesso, vi sono diversi elementi di spicco a Piazza Affari che forniscono “equilibrio” alla seduta ed evitano il crollo verticale. Tra questi sicuramente c’è Terna, che mentre il FTSE-Mib cede l’1%, guadagna invece l’1.16%, salendo quasi in cima alla lista delle blue-chips italiane.

L’utile netto del gruppo nel 2011 è risultato in calo a 440 milioni di euro, mentre i ricavi sono saliti del 2.9% su base annua a 1.6 miliardi di euro, superando le attese di poco più contenute. Viene diffuso anche il piano aziendale da qui a cinque anni; si parla di investimenti per 4.1 miliardi di euro sulla rete elettrica, in particolare per lo sviluppo della stessa. Quello che più interessa gli investitori però è il dividendo ovviamente; nel 2011 sono stati distribuiti 2.4 miliardi di euro (0.21 euro per azione contro i 0.13 del 2005).

L’amministratore delegato Flavio Cattaneo parla con soddisfazione di come in un anno difficile per tutti la società è riuscita comunque a crescere e consolidare la presenza sul mercato dell’energia, investendo anche in business alternativi e non tradizionali. Il peso della crisi Europea e l’impatto negativo della Robin Hood Tax hanno pesato secondo l’AD, anche se su quest’ultima ci si riserva di capire se veramente la Robin Hood Tax colpisce i gestori e non ricade direttamente sui cittadini, come ci si aspettava al momento della sua introduzione.

ROBIN HOOD TAX SULL’ENERGIA

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