Economia, Padoan anticipa numeri del Def

di Sandro Argenti Commenta

Sistema del credito, pensioni, Pil: le parole del Ministro.

A pochi giorni di distanza dall’approvazione del Documento di economia e finanza, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan non nasconde il rallentamento della ripresa.

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“Malgrado le misure particolarmente aggressive di politica monetaria, la ripresa è sotto le aspettative e più debole di quelle che la hanno anticipata”, ha dichiarato Padoan all’inaugurazione del Salone del Risparmio di Milano. Parole che precedono la quasi certa sforbiciata alle stime di crescita del Prodotto interno lordo italiano, attualmente ferme al +1,6%, che scenderanno almeno in area 1,3%. Nonostante il rallentamento globale, il titolare delle Finanze ha anticipato che “nel Def che verrà approvato nei prossimi giorni, abbiamo valutato l’impatto delle misure” contenute nel pacchetto per la crescita, che vanno dalle agevolazioni fiscali per la ricerca e sviluppo ai patent box, solo per citarne alcuni: “Le simulazioni indicano che l’insieme delle misure introdotte potranno generare una crescita aggiuntiva dello 0,2% del Pil, rispetto allo scenario base, e fino all’1% in più di Pil sul lungo periodo”.

Riguardo agli altri argomenti spinosi, quali pensioni e sistema del credito, Padoan ha specificato: “Appare necessario rinvigorire il sistema bancario”, all’indomani del summit con i principali operatori del settore. Ha rivendicato le decisioni dell’esecutivo in merito alle governance bancarie, sulle Bcc, le popolari e le fondazioni. “Misure che tendono a rafforzare il sistema del credito, lasciandosi alle spalle l’eredità dolorosa di tre anni di crisi. Durante i quali peraltro, il sistema ha resistito bene” ha aggiunto Padoan. Sui crediti in sofferenza, secondo Padoan “Gacs (il sistema di garanzie per la cartolarizzazione dei crediti morosi, ndr) è strumento utile per smaltire crediti in sofferenza, e dal mercato arrivano i primi segnali”. “Le riforme strutturali aprono opportunità di profitto, sta alle imprese approfittarne” ha proseguito il ministro citando anche Jobs act, riforma della Pa, della giustizia, del Fisco, oltre alle riforme istituzionali.