FCA-PSA, fusione in ritardo per colpa Antitrust?

di Valentina Cervelli Commenta

Fusione FCA-PSA rischio? In ritardo quasi sicuramente se verranno confermate le voci di possibili problematiche relative al parere dell’Antitrust europeo. Voci girate incontrollate che hanno messo in difficoltà i titoli nella giornata di ieri, già non brillante per ciò che concerne i mercati borsistici.

antitrust Ue su fusione Psa fca

Tempi della fusione FCA-PSA potrebbero allungarsi

Sia Fiat Chrysler che Peugeot hanno fatto registrare cali di un certo livello da parte della possibilità che vi possa essere un ritardo nella conclusione della fusione a causa della potenziale volontà della Commissione Ue di aprire una istruttoria per verificare alcuni dubbi dell’ente di controllo europeo. Tutto è dovuto, come anticipato, a indiscrezioni relative al fatto che la Commissione potrebbe il prossimo 17 giugno optare per l’apertura per una seconda fase di approfondimento sul dossier della fusione FCA-PSA in base al fatto che entrambe le case automobilistiche non avrebbero ancora presentato soluzioni a quelle che sono state le criticità dell’operazione rilevate dall’Antitrust europeo.

Un “problema” che non mette in discussione l’unione dei due brand a prescindere ma che potrebbe rallentarne in modo sensibile i tempi di esecuzione.  Di certo qualcosa che si dovrebbe evitare, pensando a quelle che sono le difficoltà causate dalla pandemia di Coronavirus al settore automotive, a partire dal drastico calo delle immatricolazioni.

Perché Commissione potrebbe richiedere controlli

fca psa rischio fusione

Cosa potrebbe portare la Commissione Europea a rallentare la fusione tra FCAe PSA? Per rispondere a questa domanda bisogna affrontare quelle che sono state le criticità rilevate dall’Antitrust europeo. La difficoltà da superare sta nella prospettiva, in caso di fusione tra le due case automobilistiche, di una concentrazione nel segmento dei mini-van.

In poche parole, secondo l’ente europeo, la combinazione delle quote di mercato di FCA e di Peugeot porterebbe infatti il nuovo gruppo a detenere circa un terzo dei volumi totali del settore. Se la Commissione Europea decidesse di voler esaminare più a fondo la questione l’esame stesso potrebbe prendere circa 4 mesi e allungare con molta probabilità quelli che sono i naturali tempi dell’operazione di fusione. E bisogna tenere da conto che nonostante i problemi causati dalla pandemia, i due marchi avevano fatto sapere che le tempistiche non avrebbero subito modifiche e che la fusione si sarebbe conclusa entro il primo trimestre del 2021.

Importante da questo punto di vista il giudizi dato dagli analisti di Equita Sum:

Sapendo che sia Tavares che Manley hanno sempre dichiarato che avrebbero fatto qualunque cosa pur di arrivare a risolvere i problemi
sollevati dall`antitrust, riteniamo si tratti solo una questione di allungamento dei tempi mentre non vediamo rischi per la fusione.

Solo le prossime settimane potranno confermare o smentire.