Stop alle vendite allo scoperto “nude” sui titoli di stato

di ND82 Commenta

A partire dal 1° novembre 2012 non sarà più possibile effettuare le vendite allo scoperto “nude” (naked) sui titoli di stato europei, ovvero i trader non potranno aprire posizioni “corte” (scommesse ribassiste) senza avere la disponibilità dei titoli. Questa regola è quella che sta catturando il maggiore interesse degli operatori del settore e sarà inquadrata all’interno della nuova normativa europea sulle vendite allo scoperto e sui credit default swap (CDS). In realtà, in Italia la Consob aveva di recente fatto già qualche passo in avanti.

Erano state introdotte alcune misure, come l’obbligazioni di comunicazione di posizioni nette corte sulle azioni, anche attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari derivati e/o Etf, in caso di superamento dello 0,2% del capitale di un emittente. Ora questa norma sarà valida in tutta l’Unione europea, a partire dal prossimo 1° novembre. In Italia era invece già previsto da tempo il divieto di vendite allo scoperto “nude” sulle azioni, mentre lo stop allo short selling sui titoli finanziari (non naked) era terminato a settembre.

In Italia la novità sarà l’obbligo di comunicazione e l’estensione del divieto alle vendite scoperte “nude” ai titoli di stato. Ciò vale anche per le posizioni speculative su credit default swap (CDS) su emittenti sovrani. In particolare, sui bond sovrani dovrà essere segnalata l’apertura di una posizione ribassista se pari o superiore a determinate soglie. La Commissione ha fissato come soglie rilevanti lo 0,1% del debito in circolazione quando il totale dei titoli in essere è inferiore a 500 miliardi di euro; dello 0,5% quando è invece superiore ai 500 miliardi (come nel caso dell’Italia).

Novità in arrivo anche sulle azioni. Oltre all’obbligo di comunicazione alla Consob di posizioni corte nette superiori allo 0,2%, scatta anche l’obbligo di comunicazione pubblica ai mercati per le quote superiori allo 0,5%. Da novembre ci sarà anche un cambiamento nelle modalità tecniche di comunicazione ai mercati. La Consob si occuperà sempre della borsa, mentre la Banca d’Italia dei titoli di stato. L’operatività scoprta “nuda” potrà ancora essere effettuata da operatori market dealer e primary dealer.

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