Air Italy, il nodo della cassa integrazione dei dipendenti

di Valentina Cervelli Commenta

Air Italy è una delle compagnie aeree che già prima della crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus si trovava in cattive acque: è previsto il prossimo 17 giugno un incontro tra le parti sindacali e l’azienda, coadiuvato dal Mise, per trovare una soluzione alle criticità più importanti che hanno colpito il vettore.

Incontro basilare per il futuro del vettore

Un incontro che potrebbe portare Air Italy a fronteggiare dei cambiamenti importanti: la situazione dei lavoratori è allo stremo, la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda per circa 1400 lavoratori pende come una spada di Damocle sulla testa di quegli sfortunati che rischiano di rimanere da un giorno all’altro senza un’occupazione. La riunione si svolgerà alle 10:30 di giovedì in videoconferenza: parteciperanno sia i rappresentanti del Ministero del Lavoro che del Ministero dei Trasporti e Infrastrutture, il Mise e anche le regioni Lombardia, Sardegna, Lazio e Toscana. Non mancheranno ovviamente tutte le firme sindacali e la stessa Air Italy.

Va sottolineato che la prima fase della procedura di licenziamento si è conclusa dopo 45 giorni in cui liquidatori si sono chiusi in un silenzio assordante: l’incontro di giovedì servirà per far partire quella che è considerata la fase ministeriale della procedura, momento nel quale l’obiettivo di lavoratori e sindacati sarà quello, nel caso specifico, di ottenere almeno una proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre 2021. In questo modo si potrebbe avere il tempo necessario per trovare una soluzione capace di gestire in maniera corretta il ricollocamento dei dipendenti del vettore. Ha spiegato il vice ministro dello Sviluppo Economico Alessandra Todde:

Stiamo sensibilizzando gli azionisti per fare in modo che possano applicare le norme necessarie a scongiurare il licenziamento dei lavoratori Air Italy. Ho fatto diverse riunioni con il ministro del Lavoro per capire l’applicabilità delle norme e con i liquidatori c’è un’interlocuzione continua. Ma, come in tutte le vertenze ci deve essere la volontà di applicare le norme.

Tentativo disperato di trovare un compromesso

Il tentativo disperato è quello di evitare che più di un migliaio di lavoratori finiscano in mezzo a una strada: il Governo, per cercare di trovare una soluzione vorrebbe puntare anche tanto sul rilancio del settore aereo, convincendo forse i liquidatori a tentare di trovare un compromesso che consenta di far ripartire il vettore, salvando così i posti di lavoro. Quel che appare evidente è che l’Esecutivo sia pronto a spingere in modo serio affinché venga prorogata la cassa integrazione, fattore previsto già all’interno del decreto sostegni due.

I sindacati sono pronti a fare di tutto per ottenere che i lavoratori che rappresentano vengano ricollocati in modo adeguato, dopo la fine del periodo di cassa integrazione.