Per Noble le commodities torneranno a salire. Il mercato tuttavia resta in preda alla paura

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Per Noble Group Ltd le commodities torneranno a salire. La società con sede a Singapore e attiva nel settore delle materie prime ha presentato oggi i risultati economici relativi al terzo trimestre: utile netto  di 148 milioni di euro in salita dai 61 milioni dell’anno scorso; ricavi che balzano del 66% a quota 9,4 miliardi. Richard Elman, amministratore delegato del gruppo si è espresso con ottimismo intorno alle prospettive di redditività, dichiarando che il calo delle commodities è solo temporaneo e che i prezzi potrebbero tornare a salire grazie agli interventi dei governi per rilanciare la crescita economica.

“Quello che vedo è un punto di minimo. Non sarei sorpreso se vedessi i prezzi decollare ancora nei prossimi 12/18 mesi. […] Molti paesi agiranno con rinnovato vigore per revitalizzare le proprie economie. I cinesi stanno mettendo un sacco di soldi nelle infrastrutture.”

L’ottimismo di Noble coincide con quello di Rio Tinto, altro colosso delle materie prime che si aspetta una ripresa dei prezzi grazie alla Cina e al piano da 586 miliardi di dollari per la costruzione di case, ferrovie, reti elettriche etc. Da sottolineare che proprio la Cina è il primo paese al mondo per importazioni di metalli e il secondo più grande consumatore di petrolio. In particolare Noble vede una somiglianza con la crisi che colpì le economie asiatiche nel 1997 portando al collasso paesi come Thailandia, Indonesia e Corea del Sud. Le economie tornarono a crescere quando tornarono gli investimenti in infrastrutture; adesso la storia potrebbe almeno in parte ripetersi. E se le economie tornassero a crescere con esse tornerebbe a salire anche il mercato delle materie prime.

In queste ore il prezzo delle principali commodities è tornato a scendere. I rialzi portati dal piano cinese di investimenti rischiano di essere completamente riassorbiti da un mercato di nuovo in preda a forti preoccupazioni per la recessione. Dall’Europa segnaliamo i dati negativi delle vendite al dettaglio e del mercato immobiliare nel Regno Unito.

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