Disoccupazione in Italia sempre crescente

di Laura 3

Alla parola crisi si affianca spesso un altro termine molto noto, non solo ai giovani. La perdita del lavoro é una situazione in cui vengono a trovarsi non solo i giovani che faticano sempre più nella ricerca dell’occupazione. Anche le persone più adulte, dopo anni di lavoro arrivano a perdere quello che hanno costruito: sono gli effetti di una crisi sempre più dilagante che non accenna a fermarsi. Cresce l’allarme disoccupazione in Italia e i più penalizzati sono i giovani e le donne: un giovane su tre, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, non ha un lavoro. Situazione ancora peggiore per le giovani donne del Sud: qui il 40% delle donne non riescono a trovare lavoro (dati Istat).

La fotografia scattata dall’Istat é quindi davvero preoccupante: a novembre il numero dei disoccupati ha superato i 2 milioni di persone, il tasso di disoccupazione sale all’8,6% toccando i valori massimi dal mese di maggio dello scorso anno, quello di inattività è del 37,8%. Come sottolinea Paolo Reboani, presidente e ad di Italia Lavoro, i dati diffusi dall’Istat rappresentano il rallentamento economico in corso che necessita di decise azioni, un intervento ad ampio spettro su tutte le variabili del mercato del lavoro: occorrono nuove regolamentazioni  contrattuali nonché fiscali-contributive, allo scopo di rilanciare la domanda di lavoro in Italia.

Oltre alla disoccupazione, si apre uno scenario ancora più tragico: un suicidio al giorno tra i disoccupati e record di casi per motivi economici, secondo uno studio dell’Eures, istituto di ricerche economiche e sociali, durante il 2009 c’é stato un aumento dei suicidi legati alla crisi economica. A decidere di “farla finita” sono soprattutto gli uomini che, perso il lavoro, si sentono incapaci di portare avanti la famiglia e da qui il gesto estremo. Il suicidio per ragioni economiche quindi rappresenta un fenomeno quasi esclusivamente maschile: esattamente il 95 per cento dei casi nel 2009.

 

 

 

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