Disoccupazione USA aumenta più del previsto

di Laura 1

Negli Stati Uniti si continua a perdere il lavoro: aumentano le domande di disoccupazione e questi aumenti superano le previsioni. Il mercato del lavoro sta subendo uno scossone e sebbene negli ultimi mesi abbia mostrato segni di lenta ma stabile ripresa, la situazione sembra sconvolgersi nuovamente. Una nota del Dipartimento del Lavoro USA sottolinea che le richieste sono aumentate di 24 mila unita’ a 399 mila nella settimana terminata lo scorso 7 gennaio. Le ultime previsioni parlavano di un aumento di sole 8 mila unita’ a 380mila.

Richieste quindi triplicate rispetto alle stime: la disoccupazione é ancora un problema persistente ma Barack Obama continua a sottolineare di essere “nella giusta direzione”, anche perchè non mancano segnali positivi in vari settori e in altri non tarderanno ad arrivare. I settori in cui c’è stato un segnale positivo sono: trasporti, dove sono stati creati 50.200 posti, 28.700 nuovi dipendenti provengono dalla sanità, 27.900 dal commercio, 23 mila dalle manifatture e 17 mila dalle costruzioni. Nel settore pubblico non ci sono stati significativi cambiamenti.

Il presidente Barack Obama sottolinea che se la propria politica continuerà, la sua amministrazione non si fermerà “fino a quando non ci sarà un lavoro per chiunque lo cerca”, come ha voluto sottolineare il presidente, che non vuole limitarsi nelle azioni di ripresa dalla recessione: lo scopo finale é quello di ricostruire un’economia nella quale la classe media possa guardare con fiducia in avanti. Obama conclude il suo discorso convocando a metà mese il “Consiglio sul Lavoro e la Competitività” allo scopo di studiare misure tese a incentivare le aziende alle assunzioni. Mancano 10 mesi alle elezioni negli USA e le mosse degli altri schieramenti politici diventano sempre più forti: nelle sue prossime azioni, anche Obama sovrappone i migliori auspici politici, il desiderio é quello di infondere negli americani la convinzione che l’America abbia finalmente iniziato un processo evolutivo verso una degna uscita dalla crisi.

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