Svizzera e Lussemburgo: progressiva abolizione segreto bancario

di Redazione Commenta

Gli esecutivi di Svizzera e Lussemburgo hanno fatto sapere di voler allentare le norme che regolamentano il segreto bancario: si tratta di un primo importante passo verso il recepimento delle normative dell’Ocse per quanto riguarda lo scambio di informazioni. Tra i due paesi è il Lussemburgo quello che si è mostrato più deciso in questo senso; il ministro del Tesoro e del Budget del piccolo granducato, Luc Frieden, insieme al suo omonimo austriaco Josef Proell, hanno infatti annunciato di essere seriamente intenzionati ad eliminare del tutto il segreto bancario, dichiarandosi pronti a scambiare informazioni in caso si verifichi una frode fiscale. La decisione è stata presa dopo che anche altri due stati europei, annoverati nella lista dei cosiddetti “paradisi fiscali”, ovvero Andorra e Liechtenstein, avevano dato il loro assenso allo scambio informativo per quanto riguarda le materie fiscali, soprattutto in previsione del prossimo dibattito del G20, il quale sarà prevalentemente incentrato sulla lotta all’evasione fiscale.


Andorra e Liechtenstein hanno assunto una posizione molto simile a quella della Svizzera: in questo caso non si parla di eliminare il segreto bancario, ma di fornire dati e informazioni ogni volta che venga richiesto dalle autorità straniere. C’è comunque da sottolineare che sono previste forti pressioni per maggiori aperture nei confronti di Austria e Lussemburgo, in quanto paesi membri dell’Unione Europea. Da Bruxelles era giunta la proposta di abolire del tutto il segreto bancario all’interno dell’area dell’Ue: l’iniziativa ha comunque bisogno dell’approvazione all’unanimità ed è proprio il Lussemburgo a volere conservare il diritto di veto.

L’Ocse sta guardando con favore ai passi fatti da tali paesi verso una maggiore trasparenza informativa in materia fiscale: come ha anche precisato il segretario generale dell’organizzazione, Angel Gurria, molti governi hanno già varato finanziarie il cui intento è proprio quello di intensificare la collaborazione alle indagini fiscali e di ottenere uno scambio più intenso di dati.

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