Prezzo del petrolio in caduta, ma la domanda crescerà

di Laura 1

petrolioIl peggioramento delle condizioni di mercato e il deterioramento delle prospettive sull’economia dell’eurozona ha investito anche il mercato del petrolio che risente di questo clima di incertezza. I contratti a termine hanno registrato una riduzione dell’1,3%. Nonostante le ultime notizie la domanda mondiale di petrolio, secondo le ultime aspettative, dovrebbe continuare a crescere, del 14% entro il 2035,  soprattutto in relazione alla domanda dei paesi emergenti come la Cina, che é divenuta una delle nazioni tra le più grandi consumatrici di petrolio. Il prezzo dovrebbe balzare fino a 120 dollari al barile, secondo un’indagine dell’Aie (Agenzia Internazionale dell’Energia), nel cui rapporto annuale ha sottolineato che la domanda di petrolio raggiungerà i 99 milioni di barili al giorno (mbj) nel 2035.

Un ulteriore peggioramento della crisi dell’eurozona – dichiara James Zhang, analista alla Standard Chartered – ha spostato l’attenzione dalla grecia all’Italia, un’economia troppo grande per essere salvata.

Come al solito l’impatto del prezzo del petrolio non subito si riflette sui prezzi della benzina, influenzati anche da altri fattori. Nuovo record storico per il diesel, dopo che i gestori di Fegica e Faib hanno proclamato il primo giorno di sciopero. Il prezzo medio nazionale del gasolio ha raggiunto il costo di 1,561 euro al litro. Esso ha aumentato i prezzi raccomandati della benzina di 0,5 centesimi e quelli del diesel di 1 centesimo, mentre la concorrente TotalErg ha fatto solo un ritocco sul gasolio di 0,3 centesimi. Anche IP ha cambiato soltanto il prezzo del gasolio, ma in misura più consistente: +1,5 centesimi a 1,561 euro/litro.

Non ci sono però particolari cambiamenti per la media ponderata nazionale dei prezzi della benzina tra i diversi marchi che comunque rimane a 1,628 euro/litro, mentre la media del prezzo del gasolio aumenta di due millesimi a 1,547 euro/litro, la media nazionale dei prezzi del metano si riduce a 0,92 euro/kg. Aumenta anche il prezzo per le no-logo, che accorciano la differenza con le petrolifere a circa 9 centesimi di euro.

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