Il governo prepara le privatizzazioni per contenere il debito pubblico e c’è pure Eni

di Sandro Argenti Commenta

ParlamentoIl governo italiano è sempre impegnato con la spending review e sotto ai riflettori UE per il debito e per il rischio di sforare i parametri stabiliti. Il Presidente del Consiglio Enrico Letta oggi proposto il suo piano di privatizzazioni più o meno anticipato nei giorni scorsi. Le dismissioni cui fa riferimento Letta arrivano fino a 12 miliardi e si pongono l’obiettivo di ridurre l’alto debito pubblico che attanaglia la nostra economia impedendo strategie di crescita a più ampio respiro e di più rilevante portata. Le privatizzazioni sono quindi una risposta alla linea tracciata dalla Commissione Europea sulla necessità di ridurre il debito pubblico e una base per sviluppare manovre di investimenti per la crescita.

Il Presidente Letta cerca quindi di tranquillizzare l’UE sulle possibilità dell’Italia di ridurre il debito pubblico e di migliorare il rapporto debito pubblico-Pil con le misure della Legge di Stabilità. Si aspetta il giudizio dell’UE che potrebbe portare a maggiori investimenti per il 2014 di circa 3 miliardi di euro.

Nello specifico delle privatizzazioni, si nota come sia stata inserita anche Eni, per la quale si prevede una cessione del 3% per il prossimo anno senza scendere sotto il 30%. Tra le altre importanti società considerate per le privatizzazioni c’è anche STM Holding, la società che controlla il 28,23% di STM Microlectronics. E poi Enav, come Eni e STM Holding per le partecipazioni dirette, e Sace, Fincantieri, Cdp Reti, Tag e Grandi Stazioni per le partecipazioni di parte pubblica. Nella lista del Presidente Letta non ci sono invece Finmeccanica e Enel.