Italia, il Fondo Monetario Internazionale apprezza la politica economica

di Sandro Argenti Commenta

Le manovre per la ripresa sono positive, anche se essa è e sarà ancora lenta.

L’economia italiana sta attraversando un momento di forma a seguito della lunghissima crisi. Le manovre per la ripresa sono positive, anche se essa è e sarà ancora lenta.

A sostenerlo è il Fondo monetario internazionale, pur lodando le autorità italiane per le azioni politiche coraggiose che, insieme con le azioni a livello europeo (il piano di allentamento monetario della Banca centrale europea e la maggiore flessibilità data dal Patto di stabilità e crescita, ndr) hanno contribuito al rilancio dell’economia italiana e hanno migliorato la fiducia.

In un comunicato che esprime la visione del board esecutivo a seguito dell’analisi del rapporto sulla Penisola, completato il 16 giugno dallo staff e condotto nel mese di maggio, i direttori esecutivi dell’Istituto di Washington sottolineano come “le prospettive di medio termine siano tenute a freno da colli di bottiglia strutturali, alta disoccupazione, bilanci deboli e un debito pubblico elevato”. Fa paura Atene: “Sviluppi avversi in Grecia potrebbero avere un impatto sostanziale sull’italia con effetti sulla fiducia, ma le esposizioni  dirette sono limitate”.

Dal punto di vista numerico, il Fmi prevede un Pil in crescita dello 0,7% nel 2015 e dell’1,2% nel 2016. La performance economica italiana, ricorda, è stata la più debole nell’area euro dalla crisi. Promossa la politica fiscale, che “ha il giusto equilibrio tra sostenere la crescita economica e ridurre il debito pubblico”. In particolare, secondo i tecnici di Washington, il rapporto tra deficit e Pil si attesterà al 2,7% quest’anno per poi scender al 2,1% il prossimo. Il debito salirà invece al 133,3% nel 2015 per poi ricollocarsi al 132,1% nel 2016.

Oltre all’impostazione dei conti, il Fmi promuove “l’ambiziosa agenda di riforme per rivedere il sistema economico e produttivo”, ricordando che si può agire più in profondità sfruttando la “finestra di opportunità” data dal Quantitative easing e dai germogli di ripresa. Secondo gli economisti, l’effetto combinato del Jobs Act e della ripresa economica farà calare la disoccupazione, che in Italia resta ancora tropo alta. Il giudizio è del Fondo monetario internazionale, secondo cui il tasso di senza lavoro scenderà al 12,5% quest’anno e al 12,2% il prossimo