Consumi in ripresa a maggio

di Sandro Argenti Commenta

L'indicatore dei consumi di Confcommercio fa registrare ottimi miglioramenti.

Buone notizie dall‘indicatore dei Consumi Confcommercio: a maggio 2015 si registra una diminuzione dello 0,3% rispetto ad aprile ed un incremento dell’1,2%  tendenziale.

Malgrado il dato negativo registrato nell’ultimo mese, “la tendenza al progressivo miglioramento sta tornando sui valori di inizio 2013”. Il dato dell’ultimo mese, quindi, si inserisce in un contesto che, “pur evidenziando segnali di un miglioramento complessivo, presenta elementi di fragilità derivanti da una ripresa che stenta ad assumere toni di un certo rilievo con effetti altalenanti sulle decisioni di spesa delle famiglie e sull’occupazione”. Va anche sottolineato come in questa fase “parte del recupero del reddito disponibile delle famiglie sia destinato a ricostituire i risparmi fortemente erosi negli ultimi anni”.

A supportare l’ipotesi di uno stop solo temporaneo nel percorso di ripresa dei consumi delle famiglie, nel mese di giugno il clima di fiducia ha segnato, dopo un bimestre negativo, “un deciso recupero tornando su livelli abbastanza elevati, andamento a cui hanno contribuito sia le componenti legate alla situazione personale, sia a quella del paese”. Anche sul versante delle imprese nel mese di giugno si è registrato “un positivo miglioramento del sentiment complessivo, tornato sui livelli di giugno del 2008, sintesi di un recupero della fiducia tra tutti gli operatori dei principali settori di attività economica”.

Il miglioramento della fiducia “riflette il proseguimento della fase di graduale recupero dell’attività produttiva. Stando alle valutazioni di Confindustria la produzione industriale dovrebbe aver registrato a giugno una variazione congiunturale dello 0,2% (+0,3% a maggio). La tendenza al recupero, seppure non particolarmente accentuato, dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi in considerazione di un incremento, a giugno, degli ordini dello 0,9% rispetto a maggio. A maggio il numero di occupati, valutati al netto dei fattori stagionali, ha mostrato, dopo il deciso aumento di aprile, una riduzione di 63mila unità nei confronti del mese precedente”.