Boccata d’ossigeno per le banche da Basilea 3

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Buone notizie per gli istituti di credito europei. Come da attese i governatori e i responsabili delle autorità di sorveglianza del Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria hanno approvato la revisione degli standard di liquidità per le banche previste dalla nuova normativa di Basilea 3. La riunione è avvenuta nel quartier generale della Banca per i Regolamenti Internazionali (Bri). La decisione è stata presa all’unanimità e dovrebbe così concedere una boccata d’ossigeno al settore del credito, in attesa dell’entrata in vigore delle nuove regole.

L’accordo prevede l’alleggerimento delle norme che regolano il cosiddetto liquidity cover ratio, un coefficiente che misura gli asset facilmente liquidabili – come i bond sovrani oppure i bond con rating molto elevato – che le banche devono rispettare per prevenire eventuali shock sui mercati finanziari e quindi resistere in caso di nuove crisi sistemiche (come quella avvenuta nel 2008). La precedente versione della normativa di Basilea 3 prevedeva che dal 2015 le banche avrebbero dovuto portare questo coefficiente al 100% delle risorse finanziarie necessarie per fronteeggiare un’eventuale blocco del mercato interbancario per una durata di 30 giorni.

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Questo “ratio” è stato abbassato al 60%, ma le banche dovranno impegnarsi ad aumentarlo gradualmente fino a portarlo al 100% a gennaio 2019. E’ stata poi aumentata la gamma di asset da inserire nel computo del liquidity cover ratio. In particolare, sono state inserite alcune categorie di azioni, covered bond e titoli garantiti da mutui che potranno coprire fino al 15% del coefficiente di liquidità. E’ stato deciso anche che i supervisori nazionali avranno la massima flessibilità nell’applicazione della regola in futuro, con le banche che potranno beneficiare di un allentamento dei “buffer” patrimoniali in caso di gravi difficoltà.

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Secondo Mervyn King, governatore della Bank of England, “gli standard patrimoniali non richieranno più di compromettere la capacità del sistema di finanziare la ripresa economica”. La revisione degli accordi di Basilea 3 potrebbe portare benefici importanti all’economia reale. Infattti, le banche avrebbero potuto ridurre ancor di più gli impieghi inasprendo il credit crunch in atto soprattutto in alcuni paesi europei maggiormente in difficoltà, come l’Italia o la Spagna. Secondo gli esperti, l’allentamento delle regole di Basilea 3 eviterà uno shock da circa 500 miliardi di euro sull’economia reale.

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