Aziende protestate in Italia a livelli record nel 2012

La crisi economica morde consumi e redditi delle famiglie ma allo stesso tempo soffoca le aziende, che devono fare i conti con una pericolosa stretta del credito in particolare nel settore manifatturiero e della chimica-farmaceutica. Gli ultimi dati forniti da Cerved Group evidenziano che la recessione e il credit crunch stanno facendo inceppare anche i fondamentali meccanismi del sistema dei pagamenti. L’Azienda Italia deve fare i conti con tempi di pagamento che si dilatano sempre di più, imprese ritardatarie via via più numerose e aziende protestate a livelli record.

Quali sono i paesi europei con rating AAA?

Dopo la bocciatura di Moody’s sul rating sovrano della Gran Bretagna, che venerdì sera è stata declassata con perdita del prestigioso status “Aaa”, in Europa sono ormai davvero pochi i paesi che riescono ancora a conservare il giudizio di massima affidabilità creditizia. Colpa del costante aumento del debito pubblico, del deficit di bilancio e delle scarse prospettive di crescita economica e del mercato del lavoro. Dal club dei paesi europei più virtuosi era uscita lo scorso novembre anche la Francia, che però era stata bocciata anche a gennaio 2012 da S&P.

Obama chiede 5 miliardi a S&P per crisi mutui subprime

La crisi dei mutui subprime ha scatenato la tempesta finanziaria peggiore dagli anni ’30. Il ricordo di quella bufera, che interessò sia gli Stati Uniti che il resto del mondo, è ancora vivo e vegeto ma ora è arrivato il momento di chiedere il conto a coloro che hanno favorito l’esplsione della bolla del credito. Così, il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha scatenato un’offensiva legale nei confronti dell’agenzia di rating Standard & Poor’s, ritenuta la principale responsabile della crisi dei mutui subprime.

Morgan Stanley aumenta target price a 7 banche italiane

La banca americana Morgan Stanley è tornata ad occuparsi del settore bancario taliano, che negli ultimi tempi ha dimostrato una grande forza in borsa e un certo fermento per ciò che concerne le emissioni obbligazionarie. Secondo gli specialisti della banca d’affari statunitense c’è ancora molto valore inespresso nelle grandi banche italiani, che trattano a sconto rispetto al loro net asset value (NAV). La situazione sta migliorando sempre più nelle ultime settimane, grazie alle buone condizioni del mercato del funding e al deciso calo dello spread.

Banche italiane promosse da Ubs

La banca d’affari svizzera Ubs ha pubblicato un report nel quale ha posto la sua attenzione sulle prospettive relative al settore bancario italiano. Ubs prevede progressi dalla seconda metà del 2013, a seguito di un graduale miglioramento del contesto macroeconomico e politico in Italia e in Europa. A Piazza Affari i titoli bancari hanno beneficiato del report di Ubs, spingendo al rialzo l’indice azionario FTSE MIB in area 17.170 punti (+1,3%). Tra i titoli bancari migliori c’è sempre Banca Mps (+3,7% a 0,289 euro), seguita da Unicredit (+3,26% a 4,176 euro) e Banco Popolare (+3,08% a 1,471 euro).

Boccata d’ossigeno per le banche da Basilea 3

Buone notizie per gli istituti di credito europei. Come da attese i governatori e i responsabili delle autorità di sorveglianza del Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria hanno approvato la revisione degli standard di liquidità per le banche previste dalla nuova normativa di Basilea 3. La riunione è avvenuta nel quartier generale della Banca per i Regolamenti Internazionali (Bri). La decisione è stata presa all’unanimità e dovrebbe così concedere una boccata d’ossigeno al settore del credito, in attesa dell’entrata in vigore delle nuove regole.

Abi: le piccole imprese ricevono credito

Gli Artigiani di Mestre dopo una ricerca del proprio ufficio studi dichiarano:

Il 78% dei prestiti va alle grandi imprese.

Il presidente dell’Abi Corrado Faissola risponde risoluto all’allarme che definisce

destituito di ogni fondamento. Tali informazioni sono in contrasto con i dati oggettivi. Le imprese che hanno oltre 500 milioni di fatturato usano meno del 30% del credito. Il rapporto tra fatturato e credito utilizzato è assolutamente sbilanciato verso le piccole imprese. Le imprese fino a 250 milioni di fatturato utilizzano il 65% del credito erogato dalle banche.