Carte fedeltà, convengono davvero?

di Sandro Argenti Commenta

Quasi tutti noi possediamo almeno una tra le innumerevoli e famose carte fedeltà che offrono la possibilità, raccogliendo punti, di avere sconti, avere accesso a promozioni o fare uso di convenzioni con “aziende terze”.

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Esse prevedono non solo sconti ma offrono anche la possibilità di usufruire di convenzioni che il negozio o il supermercato che la mette in circolazione ha stipulato con altri esercenti.  Il Sole 24 Ore ha provato a capire se c’è davvero una convenienza. Gabriele Villa, direttore commerciale di Esselunga ha detto: “Abbiamo quasi cinque milioni di carte Fidaty attive che vengono utilizzate regolarmente. E il 95% di tutte le transazioni neri nostri punti vendita passa attraverso le card.

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Tra sconti, premi e altri vantaggi tutti i titolari di una card la utilizzano”. Stando all’azienda della grossa distribuzione l’insieme di sconti e di promozioni è “un investimento sul lungo periodo”. Dice Villa: “Certo, il costo è importante. Crediamo però che il valore che ci restituisce in termini di fiducia e attenzione da parte dei consumatori, valga l’impegno. Soprattutto perché ci permette di conoscere meglio i nostri clienti e costruire con loro una rete di relazioni di lungo periodo”. Quindi il vantaggio delle aziende, sarebbe la fidelizzazione del cliente.
Le associazioni dei consumatori le reputano positive, ma a patto che i clienti selezionino con attenzione i marchi a cui danno i propri dati. “in media gli sconti sono tali da offrire un risparmio significativo”, spiega Marco Bulfon, coordinatore indagini tariffe e prezzi per Altroconsumo.