Alitalia, parola al Governo per la vendita

di Valentina Cervelli Commenta

Per ciò che concerne Alitalia, la parola spetta ora al Governo per la vendita, visto che la crescita auspicata è stata raggiunta. Si esprime in questo modo Luigi Giubitosi, uno dei commissari straordinari che hanno gestito in questo ultimo anno la compagnia per portarla a delle giuste condizioni di vendita.

Lo fa nel corso di un’intervista con il Corriere della Sera, facendo il punto della situazione ma senza cantare vittoria. Perché per mantenere Alitalia su buoni livelli è necessario mettere a punto un piano sul lungo periodo.

Un anno fa eravamo la cenerentola d’Europa, i tour operator ci chiedevano se era sicuro prenotare, se ad agosto ci saremmo ancora stati. Oggi chiudiamo il mese di giugno con una crescita dei ricavi da traffico passeggeri del 10,6%, dopo il +7,6% di maggio. È stato fatto molto in questo anno, ma molto c’è ancora da fare. La cosa più importante è aver messo le persone in condizione di lavorare, abbiamo fissato degli obiettivi e lavorato perché potessero essere raggiunti. Oggi c’è un management forte che ha creato motivazione tra i dipendenti e questo ha migliorato il livello di servizio. Alitalia è la compagnia più puntuale d’Europa. Si tratta di un risultato estremamente importante.

Certo questo non risolve ogni problema del vettore, ma di certo pone le basi per un proseguo della crescita basilare per un’ottima vendita: si conoscono perfettamente le posizioni dei pretendenti come Lufthansa e la cordata di EasyJet e l’aumento della produttività e la riduzione dell’assenteismo sono senza dubbio fattori che avranno il loro peso. Giubitosi sottolienea poi a livello economico:

Nel secondo trimestre il margine operativo lordo (Ebitda), l’anno scorso negativo per circa 100 milioni, sarà vicino al pareggio e l’aumento dei ricavi da traffico, trimestre dopo trimestre, conferma che siamo sulla strada giusta. Ma per mettere Alitalia in sicurezza vanno fatti interventi strutturali che implicano decisioni sul futuro dell’azienda. Soprattutto in un contesto di elevati prezzi del petrolio.

Non resta che aspettare ottobre o qualcosa su Alitalia si deciderà prima?