Commenti dati positivi per Tenaris

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Tenaris chiude l’ultima parte del 2012 con risultati positivi, seppure in grado di manifestare una graduale flessione del profitto. Il quarto trimestre dello scorso anno ha infatti portato l’utile netto pari a 350,3 milioni di dollari, in calo del 18 per cento rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo dello scorso anno. Ad ogni modo, per l’intero 2012 l’utile netto è salito del 20 per cento a 1,7 miliardi di dollari, permettendo così al consiglio di amministrazione di proporre un dividendo comunque soddisfacente.

Stando a quanto è stato reso noto a mezzo stampa, infatti, il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea del 2 maggio la distribuzione di un dividendo annuale di 0,43 dollari per azione che include il dividendo di 0,13 dollari per azione già distribuito, a titolo di acconto, nel novembre scorso. Per l’anno in corso, invece, la società stima una crescita “moderata” delle vendite e un ebitda “vicino ai livelli attuali” (vedi anche Tenaris utile netto 2012 sale del 20%).

Nel dettaglio, ricordava il quotidiano La Repubblica, che si è occupato di commentare i risultati conseguiti dalla società, “nell’ultimo trimestre del 2012, le vendite sono salite del 4% rispetto ai tre mesi precedenti a 2,76 miliardi di dollari (stabili su base tendenziale), mentre nell’intero 2012 sono aumentate del 9% a 10,83 miliardi. L’utile operativo negli ultimi tre mesi dell’anno si è attestato a 586 milioni di dollari, come nel trimestre precedente e in rialzo del 9% su base annua. Nell’intero 2012 l’utile operativo è stato di 2,35 miliardi con un rialzo del 28% rispetto all‘anno precedente”.

In maniera ancora più dettagliata, l’Ebitda trimestrale è stato pari a 733 milioni di dollari, in incremento di 8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il margine operativo lordo è invece cresciuto al 27 per cento, contro il 26 per cento del trimestre precedente (vedi anche Tenaris rating e target price tagliati da Barclays).

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