Fiat aumento indebitamento preoccupa Morgan Stanley

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Pesante battuta d’arresto per le azioni Fiat, che hanno chiuso la seduta di borsa con un calo del 6,48% a 5,915 euro. Per Fiat si complica trattativa con fondo Veba su prezzo Chrysler relativo all’acquisto delle minorities della casa di Detroit, dopo che lo stesso fondo americano rafforzeràla propria posizione finanziaria con la vendita di 20 milioni di azioni GM. Ad ogni modo i problemi potrebbero essere altri, in particolare il debito in crescita che preoccupa non poco gli analisti di Morgan Stanley.

La banca d’affari americana ha confermato il proprio giudizio sul Lingotto a “underweight”, ovvero sottopesare le azioni in portafoglio, anche se il target price è stato alzato a 5 euro dalla precedente valutazione di 3,2 euro. Gli specialisti di Morgan Stanley sottolineano che Fiat non ha mai nascosto la propria intenzione di voler acquistare a tutti i costi le minorities di Chrysler, ovvero il 41,5% ancora in mano al fondo Veba. Tuttavia, la strategia e la tempistica non sono mai state chiare.

Morgan Stanley ha così delineato tre possibili scenari, per simulare il percorso di avvicinamento di Fiat alla casa di Detroit. Il primo scenario ipotizzato è quello di un giudizio favorevole per Veba sul prezzo di Chrysler, a seguito della sentenza del Tribunale del Delawere. Fiat sarebbe costretta a pagare 4,1 miliardi di dollari più 9% di interessi all’anno a partire da gennaio 2010. L’esborso totale supererebbe i 13,5 miliardi di dollari, per cui Fiat dovrebbe ricorrere a un prestito-ponte con le banche da oltre 10 miliardi. Nel secondo scenario il focus si sposta sull’aumento dell’indebitamento.

FIAT HA GUADAGNATO IL 35% IN BORSA A MAGGIO 2013

Il nuovo colosso auto Fiat-Chrysler avrebbe 10 miliardi di debiti al 2014, più 10,2 miliardi di passività per i fondi di pensionamento. Il rapporto debito/ebitda salirebbe a 2,1. Nel 2015 questo ratio aumenterebbe a 5 volte, con un serio rischio di downgrade sul rating, attualmente già a BB- per S&P. Il terzo scenario vede Fiat nella condizione di dover pagare per questa situazione. Quindi ci sarebbe la necessità impellente di raccogliere capitale. Le opzioni a disposizione di Marchionne potrebbero essere la quotazione a Wall Street, la vendita di asset (Magneti Marelli o Ferrari), emissione di un bond convertibile.