Piazza Affari: negativo il Mib dopo il crollo di Wall Street

di Redazione 1

L’ottava corrente, penultima del mese di Settembre non poteva chiudersi diversamente; male è iniziata e male va’ a concludere con una perdita attuale di oltre 1300 punti e pochissime prospettive di recupero per fine giornata.

L’indice delle blue-chips di Piazza Affari cede il 2.60% sotto la pressione insistente dei venditori ma sopratutto sulla scia del -3.51% di ieri a Wall Street da parte del Dow Jones; mentre da noi una performance simile non desterebbe sospetti (il nostro mercato è nettamente più volatile degli indici americani) un -3.51% sul Dow Jones è un fortissimo segnale di negatività che lascia il segno nel breve periodo ma anche nel lungo se le cose non cambieranno immediatamente.

Sotto a quota 10800 l’indice resta in forte pericolo e se la chiusura di oggi non sarà superiore a questo livello di resistenza la negatività diventerà di medio periodo e gli operatori valuteranno seriamente l’idea di lasciare overnight gli short aperti.

Tornando al listino italiano, segnaliamo che tra i titoli positivi (a sorpresa) abbiamo tre bancari direttamente sul podio; Banca Popolare di Milano, Ubi Banca e Intesa San Paolo sono i tre migliori titoli delle blue-chips che rispettivamente guadagnano il 2.71% lo 0.92% e lo 0.55%. L’intero settore cede solo lo 0.50% praticamente come Unicredit (su cui la mole di volumi esagerata mette in allerta gli investitori).

Sorprese anche sul lato “rosso” del listino: Mondadori cede il 7.71% seguita da Prysmian con -6.91% e subito dopo Mediaset con -5.22%. Il gap tra mercoledì e giovedì scorso resta quindi aperto ma sopra a 13500 punti il ritorno verso 14100 sarà immediato.

La scadenza tecnica di Venerdì scorso ha deluso buona parte degli investitori in opzioni; un rialzo così consistente proprio a ridosso della scadenza mensile ha destato non pochi sospetti sulle attività speculative appena antecedenti il terzo venerdì del mese; in realtà comunque le strategie in opzione difficilmente soffrono di questi problemi ed in ogni caso riescono anche in situazioni estreme a limitare i danni di una semplice strategia direzionale (ormai sconsigliata in tutti i casi).

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