Piazza Affari negativa, ma non troppo

di Francesco Giocondo 2

Le condizioni tecniche peggiorano ora dopo ora e la negatività di oggi è presto spiegata; il doppio massimo del Mib poco sopra 16500 punti con break-away point a 15800 ha confermato le intenzioni ribassiste di breve periodo ed il recupero della giornata di ieri non ha cambiato le carte in tavola a causa di un close di giornata troppo debole.

L’apertura in gap-down ed il recupero successivo che non è riuscito a mantenere il top di giornata è un chiaro segnale ribassista che “stringe” la resistenza operativa intorno al prezzo facendola scendere a 16100 punti da superare in close di giornata; solo in questo modo si scongiurerà il close negativo del tracy+1 corrente previsto sotto a 15750 anche se ormai sembra che l’ottava debba chiudere in negativo.

Bene Eni che sorprende in una giornata “rossa” con un +1.72% seguita da STM con un guadagno dell’1.35% che però non cambia assolutamente la condizione del grafico estremamente negativa mentre al terzo posto sul podio abbiamo Saipem che invece si dimostra un’alternativa validissima nel suo settore.

Prossima alla parità Fiat anche se la speculazione potrebbe arrivare nelle ultime ore della giornata per un rialzo di diversi punti mentre tutte le preoccupazioni serie sono per il comparto bancario delle Blue-Chips sotto attacco dai venditori che trascinano Unicredit, Mediolanum, Ubi Banca, Intesa SanPaolo Banca MPS ed altri istituti tutti sul fondo del listino aumentando le preoccupazioni per i bancari italiani ma anche Europei.

Anonima l’apertura di Wall street che resta intorno a 11500 punti in bilico sul supporto a 11480 punti che se perso in close orario trascinerà al ribasso gli indici mondiali fino al close di domani aprendo prospettive negative per gli indici USA per tutta la prossima ottava di trading.

Mentre nel medio-lungo periodo ogni acquisto è speculativo in questo momento, nel breve si concentrano occasioni importanti di trading che se sfruttate a dovere daranno buoni risultati; il consiglio è quindi quello di non pensare al “cassetto” di lungo periodo ma concentrarsi sulle scadenze brevi.

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