La Bce è pronta a vendere i bond greci all’Efsf

di Simone Ricci 1

La Banca Centrale Europea sta seriamente considerando di utilizzare le proprie holding obbligazionarie per sostenere il prossimo programma di salvataggio della Grecia: inoltre, le intenzioni più immediate dell’Eurotower di Francoforte sono quelle di contenere la crisi del debito sovrano che da diverso tempo ormai attanaglia l’eurozona. Secondo uno dei piani che è previsto in questo caso, infatti, la Bce potrebbe vendere i suoi bond ellenici all’European Financial Stability Facility (Efsf, il fondo salva-Stati temporaneo), anche se quest’ultimo si è dimostrato fortemente contrario alla proposta, visto che potrebbe allungare le proprie capacità economiche.

Un piano alternativo riguarda invece le banche centrali dell’area dell’euro, sia per quel che concerne i profitti che le perdite sui titoli di Atene che sono detenuti nei loro portafogli di investimento. Altre opzioni, poi, sono sotto una considerazione informale e non è dato sapere quale sarà la strada intrapresa in via ufficiale. La Grecia, i suoi creditori privati e le autorità internazionali stanno discutendo alacremente per assemblare un nuovo pacchetto di aiuti che sia grande abbastanza per contenere la crisi stessa. L’Unione Europea, inoltre, è messa sotto pressione in modo costante, in quanto deve trovare in tempo breve un accordo fattibile. La vendita di bond all’Efsf dovrebbe consentire a questi assets finanziaria di essere utilizzati per quel che riguarda la sottoscrizione, senza comunque compromettere l’indipendenza della banca centrale.

Secondo alcuni analisti, tra l’altro, la situazione ideale sarebbe proprio questa, decisamente migliore rispetto a quella che prevede l’assunzione di perdite: vi sono infatti tutti i giusti incentivi e le possibilità di finanziamento future non verrebbero messe alla prova. Nel solo 2010, la Bce ha acquisito ben 219 miliardi di euro di titoli obbligazionari relativi a nazioni indebitate: una cifra compresa tra i 36 e i 55 miliardi di euro, invece, è stata investita nel debito sovrano della Grecia, a conferma del fatto che questi sforzi economici non sono ancora sufficienti.

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