G20: tremila miliardi per le banche europee e l’Efsf

di Redazione 2

Tremila miliardi di euro sono una cifra importante e di sicuro impatto psicologico: si tratta dell’importo complessivo di cui potrà beneficiare l’Unione Europea, un piano di dimensioni gigantesche che avrà come obiettivo principale quello di perfezionare la ricapitalizzazione di sedici banche del Vecchio Continente e di incrementare le risorse finanziarie a disposizione del fondo salva-stati (l’European Financial Stability Facility). Soprattutto, si tratta di quanto stabilito e discusso in questi ultimi giorni dalle nazioni del G20 che si sono riunite a Parigi per tentare di affrontare in maniera ordinata l’attuale crisi e scongiurare a tutti i costi un default catastrofico della Grecia.

L’indiscrezione del Sunday Times è stata molto precisa e mette in luce uno scenario dai contorni chiari: il raggruppamento di stati in questione ha condiviso finalmente uno schema di intervento e quelli appena elencati sono i punti più importanti, tanto che la presentazione ufficiale del programma dovrebbe avvenire già nei prossimi giorni, visto che le pressioni esercitate da Stati Uniti, Cina e Fondo Monetario Internazionale, fortemente preoccupati per i possibili futuri coinvolgimenti, sono state fortissime. Il quotidiano britannico ha anche spiegato le modalità esatte con cui verrà approntato il piano in questione. Nello specifico, il primo passo sarà quello di immettere nuovo capitale in sedici istituti di credito presenti nel territorio comunitario; in pratica, queste “iniezioni” andranno a rappresentare il cosiddetto “capitale di contingenza”, una riserva di denaro davvero importante e a cui attingere soltanto nelle ipotesi più catastrofiche.

Le banche verrebbero così calmierate, mentre la Grecia si prospetta un default, ormai inevitabile, ma comunque posto in essere in maniera ordinata e accurata, così da non far preoccupare eccessivamente tutti coloro che detengono titolo di stato di Atene. Infine, non bisogna dimenticare i nuovi fondi a disposizione del già citato Efsf, da aggiungere ai 440 miliardi di euro che attualmente rappresentano il “tesoretto” per gli eventuali salvataggi.

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