Accordo Eni – Rosneft

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Eni ha concluso un importante accordo con la russa Rosneft, principale produttore di greggio del Paese, che permetterà al duo di poter percorrere un processo congiunto di valorizzazione di giacimenti con (stimate) riserve per 36 miliardi di barili. Stando ai contenuti sintetici dell’intesa, Eni investirà un miliardo di dollari nella ricerca e nello sviluppo, ottenendo il 33,3% delle scoperte dei giacimenti individuati.

Si tratta di un accordo accolto con soddisfazione dagli osservatori del comparto, che ritengono come i previsti scambi di tecnologie e di personale, e l’acquisizione di Rosneft di alcune partecipazioni Eni in progetti internazionali, possa condurre la società italiana a conquistare nuovi passi in avanti nella sua proposizione internazionale, con opportuna diversificazione del proprio business caratteristico.

L’accordo tra le parti è stato siglato a Mosca, nella sede del governo russo, alla presenza degli amministratori delegati delle società, Paolo Scaroni (Eni) e Eduard Khudainatov (Rosneft), e del premier Vladimir Putin.

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“L’accordo è per noi davvero strategico perchè marcherà la nostra attività esplorativa per molti anni” – ha dichiarato il manager Eni, Scaroni – “Ci siamo guadagnati l’accesso a due vaste aree esplorative estremamente promettenti. Questo successo è il risultato dei nostri rapporti di lungo corso con la Russia, e delle scoperte che Eni ha fatto, per prima, nel mare di Barents norvegese”.

Secondo i piani, Eni svilupperà le proprie attività nei campi di petrolio e di gas nell’area offshore del mare di Barents, vicino al confine marittimo con la Norvegia, e nei depositi nel Mar Nero, nel giacimento di Val Shatskogo. Soddisfatto degli accordi anche il premier Putin, che ha ricordato come “Eni passa a un altro livello di collaborazione con la Russia”.

Presente alla firma dell’accordo anche il direttore generale e capo dell’upstream dell’Eni, Claudio Descalzi, il vice presidente Eni in Russia, Ernesto Ferlenghi.

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