Finmeccanica vende quota Avio

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È stato finalmente raggiunto l’accordo che prevede la cessione della quota Avio in mano Finmeccanica. L’intesa siglata specifica infatti che il Fondo strategico di investimento “acquisti o sottoscriva” una quota della società Avio che – sommata alle azioni che saranno cedute da Finmeccanica – possa attribuire all’acquirente una partecipazione complessiva del 15% “a seguito della quotazione e dell’aumento di capitale al servizio della stessa”.

Pertanto, un’operazione di cessione inquadrata all’interno del processo di quotazione della compagnia, che vede il Fondo come protagonista attiva. Tuttavia, a mancare nel quadro di riferimento della transazione, è il prezzo al quale avverrà l’operazione di cessione della quota. Il prezzo – stando a quanto si legge nell’accordo – sarà infatti calcolato in relazione al “collocamento delle azioni di Avio, da stabilirsi in sede di initial public offering”.

Ma cosa accadrà con tale transazione? In questo scenario, il Fondo potrebbe realmente compiere uno dei suoi obiettivi primari, l’intervento diretto in società che operano in settori strategici, che devono mantenere il proprio carattere di “italianità”. Un’operazione che i più attenti ricorderanno esser finita al centro delle attenzioni mediatiche da diverso tempo, e che potrebbe rappresentare il fiore all’occhiello nel portafoglio di operatività del Fondo.

RISULTATI FINMECCANICA I TRIMESTRE 2012

Lo strumento, attualmente guidato da Maurizio Tamagnini, sta infatti cercando di conquistare visibilità attraverso un “colpo” internazionale, che possa conferirgli il giusto appeal e la giusta capacità di attrarre liquidità dai fondi sovrani.  Non mancano tuttavia le polemiche. Come riporta La Repubblica in un recente approfondimento, infatti, secondo i private equity “il Fondo Strategico della Cdp è strutturato come un fondo di investimento, ma si muove con logiche che seguono altri obiettivi. A detta degli addetti ai lavori si preoccupa molto di più della governance e della struttura dell’operazione. Ma molto meno dei tempi di uscita dal capitale, dalle modalità di investimento e, infine, nemmeno il prezzo è in cima alla scaletta delle priorità. In altre parole, l’accusa è quella di una concorrenza scorretta, potendo il Fondo strategico contare sul risparmio postale che si procura a tassi tutto sommato agevolati”.

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