Josef Ackermann lascia la carica di ceo in Deutsche Bank

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Dopo dieci anni si è chiusa ufficialmente la carriera professionale di Josef Ackermann alla guida di Deutsche Bank, una delle più influenti e potenti banche del mondo. Ackermann ha passato il testimone ai due nuovi co-ceo Anshu Jain e Juergen Fitschen. Nella cerimonia d’addio, davanti a migliaia di soci, l’ormai ex ceo del colosso bancario tedesco non ha lesinato accuse contro alcuni paesi europei (ma senza fare nomi), reo colpevoli di aver aggravato la situazione della zona euro a causa dei loro scarsi progressi in tema di crescita economica.

Ackermann ha dichiarato che “la situazione congiunturale, i livelli del debito e la mancanza di volontà di riforma in alcuni paesi dell’eurozona danno motivo ad un aumento delle preoccupazioni”. Ackermann intravede una minore fiducia tra le imprese tedesche, che potrebbe riflettersi negativamente sulla banca. Tuttavia, secondo l’ex ceo di Deutsche Bank, il gruppo bancario è ben attrezzato per far fronte alle incertezze congiunturali e geopolitiche attuali.

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Ackermann ha ricordato come Deutsche Bank ha attraversato la crisi finanziaria globale senza ricorrere ad alcun aiuto diretto e di aver concluso importanti acquisizioni per rafforzare il business dell’investment banking (Postbank, Sal Oppenheim, asset vari di Abn Amro). Ora la sifda per i due nuovi co-ceo è proseguire sulla strada dell’internazionalizzazione della banca. Deutsche Bank è diventata sotto la guida di Ackermann la principale banche europea.

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Dagli ambienti industriali ci si aspetta maggiore attenzione al finanziamento dell’economia reale. Qualche mugugno c’è stato, considerando che uno dei nuovi ceo, Anshu Jain – inglese 49-enne di origini indiane – è un grande investment banker londinese che non conosce il tedesco e che ha un approccio anglosassone al mondo della finanza. Tuttavia Deutsche Bank ha fatto intendere di voler mantenere un approccio prudente nell’investment banking e di porre il focus sull’attività di sportello e di wealth management.

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