Mayer (Deutsche Bank) confida nell’Italia per il futuro dell’euro

di Simone Ricci 1

Ormai lo hanno capito anche negli altri paesi del Vecchio Continente, il futuro e gli scenari relativi all’euro come moneta unica dipendono essenzialmente dall’Italia: l’affermazione è giunta direttamente dalla Germania, più precisamente da Thomas Mayer, capo economista presso Deutsche Bank, il quale si è espresso in questi termini nel corso di un’intervista rilasciata al giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung. Che cosa ha detto di preciso Meyer? Il suo riferimento non poteva che andare al prossimo anno. In effetti, secondo la sua opinione, il nostro paese dovrà affrontare una delle recessioni più profonde della sua storia nel corso del 2012, quindi bisognerà monitorare la situazione con la massima attenzione.

In particolare, soltanto se la nostra penisola sarà in grado di uscire fuori da tale stato economico prima che vi siano le elezioni della primavera del 2013, allora si tratterà di un esempio importante per tutto il resto dell’eurozona, un’impresa di cui Mayer è convinto. C’è però anche da sottolineare che la regione dovrà sicuramente privarsi di un suo membro, con tutta probabilità la Grecia, paese che Mayer non vede come “utile” ai fini di un futuro proficuo dell’unione monetaria. In effetti, Atene rischia seriamente di essere rappresentata da un esecutivo che non potrebbe essere capace di ridimensionare il debito nazionale, quindi a quel punto gli aiuti in suo favore dovrebbero essere bloccati, con i conti che saranno saldati con denaro stampato direttamente dallo stato ellenico.

Mayer ha poi spiegato la sua ricetta per fronteggiare i debiti, vale a dire l’incremento dei prezzi, seguendo l’esempio della Federal Reserve, la quale è pronta a eliminare una parte del gravame in questione proprio con l’inflazione. Infine, l’economista teutonico si è sbilanciato con alcune previsioni economiche per il nuovo anno: l’andamento dei prezzi al consumo sarà inizialmente piuttosto rallentato, ma i prossimi cicli e i mesi a venire saranno caratterizzati in larga misura da una tendenza alla crescita.

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